Risposta a Robbiani sul Centro giovani di Mendrisio

11 Dic 2017

Sono sempre stata, fin dagli albori, una storica e fiera oppositrice del Centro giovani: non mi ha mai convinta l’idea di fondo, l’ubicazione e lo svolgimento delle attività. Credo che i giovani debbano essere lasciati liberi di muoversi, e non necessitino troppi indirizzi, imposizioni, strutture: devono trovare la propria strada liberamente, per questo apprezzo molto di più delle realtà di autogestione. Penso che noi come società abbiamo bisogno dei giovani, di tutti i giovani, e li esorto a non ghettizzarsi, a non isolarsi, bensì ad entrare nelle società (sportive, musicali, culturali, di protezione della natura, eccetera), nelle organizzazioni (di volontariato, scout,…), nelle realtà spirituali e religiose, nei gruppi politici, insomma nella vita reale, non in quella preconfezionata che la nostra società dei consumi crea appositamente per loro in maniera a volte strumentale e vampiresca. Ragazzi e ragazze, cercate una vostra realtà, e costruite un mondo migliore: passata la prima infanzia, ognuno dovrebbe sviluppare la propria parte adulta, e non cullarsi nell’adolescenza a tempo indeterminato: l’adolescenza è un’invenzione dell’ultimo secolo, nel tentativo moderno di patologizzare ogni fase della vita!

Io non sono entusiasta del Centro giovani, e ho sempre sostenuto che chiuderlo sarebbe un bel passo. Lo penso ancora, ma siccome non sono onniscente, e siccome le guerre sante non mi interessano, ho deciso di dare fiducia alle persone che me l’hanno chiesta. Il lavoro commissionale e politico è un lavoro che richiede approfondimenti, ascolto e a volte ripensamenti: mio decidere di non votare in Consiglio comunale l’emendamento che ne chiede la chiusura è un assenso al tenere aperto in modalità vigilata e attenta, con la consapevolezza che per molti anni il Centro giovani, voluto anni fa in primis dal gruppo liberale, non ha dato gli sperati risultati in termini di capacità aggregative e sociali. Vedremo nel prossimo anno: se un gruppo di giovani lo chiede, meglio spendere qualche soldo per loro che gettarli in opere stradali, centri faraonici e altre assurdità.

Soltanto gli stolti non cambiano idea, e soltanto i folli pensano di avere sempre la verità in tasca.

L’intervento dei Verdi in Consiglio Comunale sul moltiplicatore

27 Mag 2014

winter is comingEcco qua perché ieri sera abbiamo votato contro l’aumento del moltiplicatore a Mendrisio. L’intervento è di Andrea Stephani. La foto si riferisce alla citazione contenuta nell’esposizione orale di Andrea che ha affermato: “L’inverno sta arrivando…” Gli amanti di “Trono di Spade”  sono avvisati! Buona lettura, Claudia.

“Egregi presidente del CC, sindaco e municipali, care colleghe e stimati colleghi,

di principio, i Verdi non sono contrari all’aumento del moltiplicatore comunale. Apprezzando lo sforzo fatto dal Municipio per evitare licenziamenti e tagli ai sussidi destinati alle fasce più deboli della popolazione, vorremmo però condividere con tutti voi alcune riflessioni critiche.

Innanzitutto, per quanto riguarda l’emendamento proposto nel rapporto di minoranza, le motivazioni addotte dai commissari PLR e Lega-UDC non sono riuscite a dissipare i nostri dubbi sull’efficacia e sulla reale necessità di questo aumento contenuto. A noi, che di alberi ce ne intendiamo, è sembrata la classica foglia di fico.

Come detto in precedenza e al fine di sostenere i progetti che ci stanno a cuore (come il Parco di Villa Argentina ed il comparto Valera), come Verdi saremmo addirittura disposti a portare il moltiplicatore al 77%. Siamo inoltre favorevoli all’introduzione di una tassa sul sacco, secondo il sacrosanto principio della proporzionalità: chi inquina, paga.

Tuttavia, ripensando alle scelte “strategiche” portate avanti dal Municipio negli ultimi anni, non crediamo che il peggioramento finanziario delle casse comunali debba venire addebitato unicamente all’aumento degli aggravi cantonali, bensì anche alla priorità data dall’Esecutivo ad alcuni progetti ai quali ci siamo sempre opposti e che si stanno rivelando ancor più onerosi di quanto preventivato. Uno su tutti: il megalitico Centro di Pronto Intervento firmato dall’archistar Mario Botta. In quest’ottica, a nostro avviso, la responsabilità di aumentare il moltiplicatore grava sulle spalle di coloro che hanno condiviso queste scelte e non s quelle di coloro che queste scelte le hanno sempre contestate.

Secondariamente, le varianti commissionate dal Municipio per Villa Argentina e per Valera in questo primo anno di legislatura non tengono minimamente in considerazione le desiderata di una grossa fetta della cittadinanza che, sottoscrivendo le due rispettive petizioni, chiedeva tutt’altra destinazione per entrambi i comparti. Di conseguenza, dal nostro punto di vista, il sacrificio (seppur modesto) richiesto al cittadino-contribuente non è bilanciato da una sufficiente attenzione nei confronti della voce del cittadino-proponente. Insomma munti come mucche e poi lasciati a muggire da soli nelle stalle.

In ultima analisi, vorremmo far notare che, nonostante i conti del comune siano in rosso, la situazione non è allarmante (soprattutto se paragonata a quella di comuni vicini come Chiasso) e che i margini di risparmio sono ancora molti. Tra questi, ribadiamo ancora una volta la necessità di ridimensionare le prossime tappe del CPI e di rinunciare a ciò di cui la popolazione non ha bisogno, l’Ufficio di promovimento economico, e a ciò di cui non avverte alcuna necessità, il Centro Giovani, punta dell’iceberg di una politica giovanile fallimentare, il cui unico risultato è rappresentato dai botellon del giovedì sera.

A fronte di tutte queste considerazioni, il gruppo dei Verdi boccerà sia l’emendamento proposto dal rapporto di minoranza, sia il messaggio municipale.

Andrea Stephani”

Intervento in Consiglio Comunale sul Preventivo 2014

2 Apr 2014

Claudia Crivelli Barella, I Verdi di MendrisioEcco qua il mio intervento al Consiglio Comunale di lunedì 31 marzo dove il Gruppo dei Verdi ha votato CONTRO il preventivo 2014 della Città.

 

“Ringraziamo i relatori Giovanni Poloni e Grazia Bianchi, che nei loro rapporti evidenziano molti temi che rispecchiano le preoccupazioni che i Verdi rilevano da diversi anni. E’ possibile commentare un preventivo senza in sostanza parlare di cifre? Soprattutto il rapporto socialista lo evidenzia e lo dimostra in modo lampante: sì, è possibile, e da parte dei consiglieri comunali anche doveroso. Ci limitiamo a ribadire come negli ultimi anni il vivere a Mendrisio, la nostra città, si sia fatto più difficile, meno salubre, se vogliamo richiamare la categoria estetica, che coinvolge il paesaggio, la qualità della viabilità e del verde, più innegabilmente BRUTTO. Il nostro paese è stato rovinato dai patti: il “patto di paese” con il Fox town, che speriamo venga finalmente sanato, tornando ad una situazione di legalità, con una chiusura domenicale che rispetti i precetti non solo della Chiesa, ma anche del buon vivere; e poi i “patti con i quartieri” che molto hanno portato a pochi, senza pensare al bene dei molti.

Proponiamo tre misure drastiche e concrete per dei risparmi: primo, tagliare l’ufficio del promovimento economico, il cui ruolo risulta ormai obsoleto, semmai sia stato di qualche utilità. La città ha semmai bisogno di un ufficio di promovimento ecologico, ma per questo contiamo sul rinnovamento delle cariche tra due anni.

La “porta della città” o centro di pronto intervento è un altro assurdo che il rapporto di Grazia Bianchi ben evidenzia, e ribadiamo che la seconda fase debba essere fermata prima che altri milioni siano sperperati per un’opera faraonica che toglie risorse per investimenti più semplici, concreti, alla portata di tutti. Già si parla di lasciare i veicoli dell’UTC nei vari quartieri, per risparmiare tempo e denaro, e dimostrando come la concentrazione di tutte le forze in un unico punto si riveli un pensiero fallace.

I milioni spesi per questo progetto ci lasceranno tra venti, massimo quarant’anni, un rudere, mentre  pochi milioni che voteremo per acquisire il Parco di Villa argentina resteranno alla Città per sempre: è tempo di pianificare degli interventi veramente a favore della popolazione, che siano utili per il vivere comune, sano e piacevole di una popolazione. Altrimenti, tanto vale lasciare la città in mano agli sprayer, che sanno portare colore e bellezza meglio di tanti architetti.

Un terzo risparmio che auspichiamo è quello di chiudere e vendere lo stabile del Centro giovani: gli anni di esperienza non hanno dato i risultati sperati, dando ragione a quanto andavamo dicendo anni fa quando eravamo avversi anche a questo investimento milionario in una visione di grandeur che ha caratterizzato le scelte del Municipio per troppi anni: i dati che ci ha fornito l’onorevole Comi venerdì purtroppo confermano l’utilizzo molto ridotto aldilà dei giorni di concerti o feste, che si potrebbero organizzare nei quartieri, per non diventare borgo-centrici. Il centro è frequentato giornalmente da 4-5 ragazzi… praticamente, ce ne sono di più a casa mia, con gli amici delle mie tre figlie, e nelle case di molti momò: non si giustifica un investimento di questa portata! Per i giovani, invece di un ghetto, pensiamo piuttosto alla creazione di un centro intergenerazionale e culturale.

Coerentemente, i Verdi ribadiscono il loro ruolo di opposizione, lanciano queste tre misure di risparmio, e votano no a questo preventivo.”

Claudia Crivelli Barella, 31 marzo 2014

Riflessioni a margine del centro giovani di Mendrisio

10 Ott 2009

Sarà bellissimo il nuovo centro giovanile di Mendrisio, nello stabile della ex Foft, nei pressi della stazione ferroviaria. Bello lindo e pinto, con i criteri della più moderna architettura, e con gli standard minergie che dovrebbero accontentare anche i Verdi. Ci sarà un animatore socioculturale, forse più d’uno, e la Compagnia dialettale al piano superiore, e spazio per altre società della Grande Mendrisio. Un bel progetto. Chissà perché, a me viene il magone a pensarci.

Sarà che il concetto di gioventù che ho in mente io è alieno, si trova a proprio agio in una Rote Fabrik piuttosto che in un oratorio. E’ sovversivo, innovativo, vuole sperimentare e trovare la propria strada da sé, e non farsi imboccare le minestrine riscaldate da animatori che fanno tanto Club med. Ma i giovani di Mendrisio saranno diversi da quelli del resto del mondo, docili e adulti prima del tempo, seri e accomodanti, capaci di collaborare da bravi piccoli cittadini, incapaci di rivolta e di iniziativa propria. Il centro costerà due milioni e più, ma Mendrisio è una città ricca che si può permettere queste spese, che diamine! Tanto i soldi non servono per mantenere un po’ di verde pubblico, che già troviamo nelle nostre belle montagne. Io spero di trovare nei boschi altri giovani, quelli che sperimentano e che cercano, e che preferiscono un garage scalcagnato e senza riscaldamento ma in cui agire in totale libertà piuttosto che degli spazi con le piastrelle firmate in cui allenarsi a diventare degli schiavi. Quelli arrabbiati, e quelli che sognano, quelli che non hanno bisogno di due milioni di franchi, quelli che sputano sui nostri soldi, e se ne fregano dei nostri programmi. Quelli che creano la loro vita suonando una chitarra in un parco o leggendo sotto un albero, lontani dagli occhi di noi adulti se non per lo stretto indispensabile. Per la fiducia che ripongo in loro, che sono la vita del domani, voterò no a questo centro che mi mette tristezza al solo pensiero.

I centri giovanili sono molto utili per contenere la nostra angoscia di adulti ma portano con sé il forte rischio di ingabbiare forze che per loro natura cercano strade diverse per emergere, strade diroccate di campagna e sentieri di bosco, lontano dai gioiellini architettonici.

Ghettizzare le fasce d’età in appositi stabilimenti è utile, pratico, sterile…e non facilita ai giovani il compito di esplorare la realtà per crearne una propria. Mangiando cibi precotti e premasticati, si finisce con il perdere i denti (le zanne che ci fanno paura ma che sono indispensabili per mordere la vita).

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