Un alieno in Consiglio Comunale

27 Luglio 2009

Da quando ho deciso di dare il mio contributo civile nelle fila dei Verdi la mia bambina più piccola, che compie ora sei anni, ha iniziato a chiamarmi alieno: “Sei anche tu un alieno?” mi ha chiesto una sera, e l’equazione verde=alieno mi ha fatta ridere di cuore, sentendola subito in qualche parte autentica. Vero è che mi fa ridere anche mio suocero quando mi dice “Ciao Incredibile Hulk” …ma sono altri i miei riferimenti!

Un po’ alieno mi piace sentirmi: mi fa pensare a certi esperimenti di sociologia in cui ci si immaginava di osservare la realtà di tutti i giorni attraverso gli occhi di un marziano. Essere nuovi di una realtà aiuta a vedere cose che chi vi è immerso da tempo fatica a scorgere, annebbiato dalla consuetudine. Avete presente? Come quando si torna a casa dopo un lungo periodo di assenza, o come quando si parla con una persona appena conosciuta con un’intimità diversa da quella abituale con i familiari.

Quando è sera di Consiglio comunale, la mia impressione è di prendere l’astronave e di atterrare sul mio banco, in centro e in fondo alla sala (ottima postazione per l’osservazione!). Fisicamente, siamo in due Verdi, ma ho la sensazione di essere sbarcati in tanti: sento attorno a me le persone che ci hanno votato, quelle che mi fermano per strada o che mi contattano per farmi delle domande, e mi sento meno sola.

L’alieno in me si è impegnato a comprendere: ha letto, ha studiato leggi e Messaggi, ha navigato nel cyberspazio, ha fermato chi gli capitava sotto tiro per porre domande e altre domande le è andate a fare. L’alieno ha capito che molto è ancora oscuro, ma che non è l’unico a non comprendere molte cose. La realtà muta in fretta e, ad esempio, neppure a Bellinzona hanno risposte definitive su dove i parrucchieri debbano gettare la carta stagnola che usano per fare le tinture. Ha capito che la realtà è complessa, e che servono linee guida per decifrarla (un corso di filosofia ad uso di municipali e consiglieri comunali sarebbe forse una buona proposta!). Soprattutto, l’alieno ha compreso che serve una visione d’insieme per governare una realtà, piccola o grande che sia. Sul suo pianeta, è abituato a decidere e ad agire seguendo principi e regole semplici, e ha capito che non sempre è semplice tener conto di principi diversi, di una pluralità di interessi in gioco e di modi di leggere la vita differenti. E ha capito che la pazienza è una dote che va sviluppata nel vivere civile, che i tempi sono lunghi anche per fare cose semplici come spedire un documento via mail piuttosto che su carta o per piantare qualche albero e che ci sono mille fattori da considerare.

L’alieno ha visto che in Consiglio comunale la realtà è estremamente ritualizzata, con regole non scritte che si assorbono per osmosi, ha incontrato una maggioranza di persone educate e gentili e, essendo di buon carattere, parte dal presupposto che ognuno faccia il proprio meglio, e ha visto persone che lavorano per il bene comune con molto senso del dovere sacrificando molto tempo libero con nessun tornaconto personale diretto-se non il piacere di sentirsi attivi e utili alla collettività per qualche anno di buona salute.

Durante l’ultima seduta di Consiglio comunale all’alieno è venuta una gran sete guardando per ore le bottigliette verdi di San Pellegrino, e alla pausa è andato in bagno a fare una cosa semplice e coerente con le sue idee: bersi una fresca sorsata di acqua del rubinetto!


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