Livelli A e B

18 Giugno 2012

Che i giovani Ppd e i giovani Udc abbiano immediatamente reagito con uno spaventato no all’iniziativa sull’abolizione dei livelli nella scuola ticinese, passi: ci vuole tempo perché il nuovo si faccia strada, e non tutti sono pronti a capire le novità. Ma che i giovani liberali si arrocchino dietro la mancanza di considerazione per la sensatezza di questa proposta fa male al cuore. Sarà che termini quali libertà, differenza tra le persone, responsabilità individuale risuonano alti, sono per me quasi sacri, che sentirli usati in modo improprio fa venire i brividi. Intanto, il presidente dei Giovani liberali ticinesi Giovanni Poloni titola la sua lettera “Entriamo nel merito”: ma non è possibile entrare nel merito di una discussione con idee preconcette e senza una reale apertura al dialogo. Diciamo piuttosto: Ognuno si arrocchi dietro le proprie vecchie posizioni, e che nulla cambi (come diceva nipote del conte Salina ne Il Gattopardo: “bisogna che tutto cambi perché nulla cambi”…). Cari giovani liberali, nessuno intende usurpare i vostri privilegi da classe alta e da bonne enfance in classe A. Ma, magari non ve ne foste accorti, il mondo è cambiato, e un migliore andamento di tutta l’umanità è un elemento indispensabile anche per chi viaggia ai piani alti. Dividere gli allievi in categorie non ha portato grandi risultati, e stiamo pagando tutti le conseguenze di una visione dell’umanità in classi. Non siamo tutti uguali, anzi: ogni allievo è diverso, ma ciò non significa che ogni allievo non debba essere aiutato a dare il meglio che puo’, globalmente e come singola entità, e che il diploma di scuola media debba essere uguale per tutti, anche in virtù del fatto che le differenze tra gli esseri umani sono molteplici già al momento della nascita. I livelli A e B hanno dato buoni risultati in questi anni? Se riuscirete a dimostralo, abbandonerò il pensiero dei moderni pedagogisti, e sarò pronta a cambiare idea sull’obsolescenza di un sistema scolastico basato sui livelli, lasciando da parte le considerazioni filosofiche, etiche e spirituali (su quelle, mi perdonerete, non credo di essere disposta ad una modifica, semmai ad un ampliamento). Giovanni Poloni, giovani liberali, non fate così, dai: discutiamo davvero!

 

Stop alle barbarie di massa

6 Settembre 2011

In ognuno di noi alberga un anarchico sprayer, ci aggiriamo per le strade con i cappucci delle nostre immaginarie felpe calati sugli occhi, e nella fantasia correggiamo la realtà dei cartelloni pubblicitari o elettorali che non condividiamo. A me capita in certe giornate autunnali di rivestire con la fantasia giovani troppo scosciate (e di svestire manager incravattati!), di disegnare baffi e occhiali a grandi volti noti, di aggiungere frasi che snaturano il senso commerciale di certi proclami (non farò esempi neppure sotto tortura!). Però, nel farlo (sempre e soltanto nell’immaginazione!), applico quel principio di autocensura, di limite, di osservanza della legge che dovrebbe sempre guidare le nostre azioni. Per quanto nobili le nostre intenzioni, se non osserviamo la legge, facciamo un passo nella direzione della barbarie, e la barbarie, per quanto affascinante e liberatoria, suscita sempre reazioni a catena. Imbrattando un manifesto, si viola il principio della libertà di espressione e, per quanto difficile e complicata, la nostra società si basa sulla libertà. A noi il trovare mezzi e modi per contrastare opinioni che non condividiamo o che, peggio, mettono a rischio quella libertà che a noi appare scontata, e per la quale in altri paesi ancora si muore.

Per questo non ho firmato l’iniziativa contro la campagna dell’UDC “Stop all’immigrazione di massa” che sostiene gli sprayer che hanno modificato la scritta sui cartelloni del mendrisiotto, terra di frontiera, con l’ironica scritta “stop all’ignoranza di massa”. I Verdi non amano l’ignoranza, e sono forse un po’ selvatici, ma certamente non amano la barbarie e la prevaricazione, né nei fatti, né scritta sui muri.

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