A proposito di legge sulla prostituzione

10 Apr 2014

prostituzioneIn quanto donna, madre e moglie, non voterò in Gran Consiglio una legge sulla prostituzione, quale che sia la posizione del mio partito: la prostituzione degrada e uccide la sacralità che ogni essere umano, e soprattutto ogni donna, porta in sé. Naturalmente, non sarà possibile abolire l’attività di meretricio, così come non è possibile abolire dal vivere la pedofilia e l’omicidio, e altre manifestazioni della parte oscura dell’umano. Non per questo la società è esentata dal dovere di imbrigliare e vietare ogni atto che ci porta vicini alla barbarie. Sgombriamo subito il campo: la prostituzione non è affatto “il mestiere più antico del mondo”: prima di tutto ci sono state le società di cacciatori e raccoglitori; e le prostitute sacre dell’antica Grecia, che operavano nei templi con il preciso dovere di innalzare lo spirito maschile.

La prostituzione, al contrario, degrada e avvilisce chi la esercita e chi ne usufruisce, limitandosi ad una dispersione del seme senza alcun coinvolgimento pienamente umano: le prostitute esercitano per brevi periodi in località diverse, non potendo quindi instaurare alcuna relazione (e l’essere umano si costruisce attorno alla relazione), già peraltro compromessa dagli assunti di partenza: offrire il proprio corpo per denaro. Lo Stato ha il dovere di innalzare il livello etico, morale e umano di qualsiasi scambio, e dovrebbe intervenire massicciamente per distogliere le ragazze da questo tipo di commercio. Invece, avanti di questo passo, e troveremo degli “apprendistati di prostituzione” per le nostre ragazze che non trovano lavoro! Orribile poi che questa attività sia sempre in mano maschile: non esistono, a mia conoscenza, postriboli gestiti da donne: una chiara manifestazione dello spirito tardo-patriarcale e maschilista di questa forma di schiavismo. Triste che delle deputate donne possano sostenere questa legge, barcamenandosi senza orgoglio femminile tra i poco coraggiosi “è il meno peggio, è per il bene delle ragazze”…Per proteggere le donne e costruire un Paese solido, osteggiamo piuttosto con ogni mezzo la prostituzione, puniamo i clienti, ostacoliamo la creazione di postriboli, cerchiamo con ogni mezzo di togliere le ragazze da questa forma odiosa di schiavitù, non importa quanto liberamente scelta! Non voglio un Cantone che investa soldi per favorire questa attività, e tantomeno voglio, in quanto cittadina, beneficiare dei proventi di questa odiosa forma di degrado dell’essere umano. Non per bieco moralismo…la sessualità è un grande dono, molto più potente di quanto ci facciano credere i fautori della prostituzione: per questo ogni religione e ogni pensiero filosofico ne vieta qualsiasi abuso. La prostituzione non è una professione come un’altra: è una tratta di schiavi, e come tale va affrontata.

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