Interrogazione: collaborazione con la centrale a Biogas di Stabio

1 Giugno 2018

A Stabio verrà creata una centrale a biogas per la valorizzazione degli scarti vegetali (vedi allegato). Questo progetto di importanza regionale portato avanti da un’azienda municipalizzata servirà tutto il Distretto. I Verdi, convinti della necessità di valorizzare tutte le materie prime con il minor spreco possibile, chiedono pertanto:

Il Municipio di Mendrisio intende collaborare con quello di Stabio per il progetto di cui sopra? 

-Se la risposta alla prima domanda è affermativa, potete spiegare in che termini avverrà la collaborazione? sarà stipulata una convenzione?

Ringraziamo per la risposta, cordiali saluti,

Claudia Crivelli Barella, Daniela Carrara, Tiziano Fontana, Andrea Stephani

Biogas Stabio – Presentazione serata intercomunale

Interrogazione: Soffiatori e migliore qualità di vita

24 Ottobre 2017

Autunno. Cadono le foglie, l’aria è satura dell’odore … più che di caldarroste e funghi, di quello dei soffiatori; oltre aduna fine miscela di polveri nocive che rimane in sospensione per ore. Studi suggeriscono che l’aria in tal modo attivata sia veicolo persino di numerose patologie influenzali e di malattie tropicali che, in tal modo sollecitate, viaggiano con più agio.

La motivazione? Come sempre, l’intenzione è buona. Pare che un operatore munito di soffiatore “pulisca” quanto quattro operatori con scope e rastrelli. Forse è vero se si guarda unicamente alla quantità di materiale raccolto. Ma quello che si guadagna in tempo, lo si perde altrove, e moltiplicato.

Salute.

  • degli operatori, che portano i paraorecchie, ma respirano le emissioni dei motori, oltre che il pulviscolo che alzano. Infatti il soffiatore solleva in aria un “aerosol” (è il termine tecnico) di cacche di cane, sputi, cicche, microbi, batteri … e peggio. Un aerosol che rimane in sospensione per delle ore, perché la potente azione meccanica del soffiatore sminuzza il materiale, e questo pulviscolo minuto si deposita molto più lentamente che la polvere sollevata in aria dall’azione di scope, rastrelli … o vento.
  • delle persone nelle vicinanze, abitanti o passanti, allievi delle scuole, che subiscono l’inquinamento chimico, fisico e fonico (non avendo i paraorecchie). Ora, assistiamo all’esasperazione (altro motivo di malessere) di persone che vorrebbero un po’ di pace e si ritrovano i soffiatori all’opera nei pressi della propria abitazione o del luogo di lavoro. Senza parlare degli animali (cani, gatti, uccelli, rettili e anche volpi e altri abitanti dei boschi limitrofi) che soffrono molto per il rumore, al quale sono ancora più sensibili di noi umani. L’inquinamento fonico è riconosciuto come elemento che conduce allo stress, fonte di molte patologie fisiche e psichiche.

Società.

  • Rinunciare a scope e rastrelli è un’occasione persa per dare lavoro a persone difficilmente occupabili, che siano tali per la precarietà della loro permanenza (asilanti) o per le caratteristiche personali (scelta individuale o limitatezza di alternative, per mancanza di qualifiche professionali o problemi di salute, psichica o fisica, dipendenze, altri motivi per una disoccupazione temporanea o duratura).
  • Non c’è persona, a meno che sia gravemente invalida, che non sia in grado di tenere in mano una scopa. Magari lentamente, ma anche se in una giornata tira su solo quattro foglie, è meglio occupato che non a vagare spaesato per le strade o isolarsi in qualche angolo. Con un po’ di creatività, una buona occupazione anche per i giovani, magari persino più allettante di tante proposte al chiuso del Centro giovani, e in grado di attirare più seguito!
  • L’essere umano ha bisogno di un’occupazione sensata e utile, di interazione con altri, di riconoscimento di aver fatto quello che può, di non essere un peso. Giovani compresi.
  • Ci rendiamo conto che la conduzione di squadre di questo tipo è difficile, ma è uno sforzo che al comune conviene affrontare. Per la società è meno oneroso investire pazienza e tempo per occupare le persone, come misura di prevenzione di danni ben più pesanti, come vandalismo, malattie, criminalità.

Sicurezza.

  • Non vogliamo dire che furti, vandalismi e altri crimini siano conseguenza della minore presenza di spazzini sulle strade. Ma sta di fatto che in passato c’era dappertutto la presenza di un silenzioso e attento operatore comunale, a fare da deterrente ai malviventi. Il passaggio della vettura scopatrice-aspiratrice o spargisale o dell’uomo con soffiatore, non solo non ha utilità per la sorveglianza e vigilanza, ma al contrario, sotto la copertura del rumore assordante un ladro può tranquillamente trapanare serrature e infrangere vetri. Oltre che la pazienza di chi desidera un momento di tranquillità! Nel rumore, il senso di solitudine aumenta.

Economia e ecologia.

  • L’inverno sta arrivando, speriamo con molta neve (speranza personale, e condivisa, per motivi romantici e per il senso di pulizia e di ordine che regala la coltre bianca, coprendo per qualche momento le brutture umane e gli effetti del traffico e dell’urbanizzazione). Il sale costa, danneggia l’ambiente e fa arrugginire il metallo. Negli anni passati ne abbiamo visto un uso massiccio. Spesso viene sparso sulle strade asciutte, in previsione di gelo, in quantità tali da sembrare che abbia nevicato. Dopo le nevicate, si vede il sale sparso sulla coltre di neve. Situazioni dove due colpi di pala rendono inutile il sale, o bastano quattro granelli invece di mezzo chilo.

Chiediamo in merito al Municipio:

  1. Qual è la posizione del Comune di Mendrisio in merito ai soffiatori?
  2. Il Municipio è disposto ad affrontare l’onere di impiegare un numero significativo di persone difficilmente occupabili, per la pulizia delle strade? Eventualmente affidando al personale stabile, quello con la professionalità e esperienza che conosciamo e apprezziamo (un grazie al lavoro dell’impiegati dell’Ufficio tecnico!), il compito supplementare di assistere e condurre il personale ausiliario, oppure incaricando persone con una preparazione specifica?
  3. L’inverno sta arrivando: stiamo andando incontro alla stagione della neve. Possiamo sperare di vedere folte schiere di uomini e donne munite di pale, per risolvere le difficoltà puntuali, irrisolvibili con i macchinari? (Per esempio i muretti di neve davanti alle fermate dell’autobus, ai passaggi pedonali e in molti altri punti.)
  4. Qual è la posizione del Comune in merito al sale?

Il gruppo dei Verdi in Consiglio comunale,

Claudia Crivelli Barella, Tiziano Fontana, Andrea Stephani, Daniela Carrara

A Mendrisio ogni bimbo avrà un albero!

13 Ottobre 2017

Lunedì scorso in Consigio comunale si è votato sulla Mozione dei Verdi ALBERI DELLA VITA. La Mozione è stata accolta! Ecco l’intervento di Andrea Stephani. Grandi Verdi! 

Egregio signor Presidente, onorevole Sindaco, egregi Municipali,

colleghe e colleghi,

vorrei iniziare questo intervento ringraziando le colleghe ed i colleghi consiglieri comunali, di tutti i gruppi politici, che hanno sottoscritto questa proposta. Ringrazio inoltre i commissari che hanno mediato una soluzione di compromesso, condivisa dal Municipio, che tramite il MM n. 39/2017 invita questo lodevole Consiglio comunale ad adottare una misura meno vincolante rispetto a quella contenuta nella mozione, per un periodo di prova di due anni durante i quali si potrà verificare la sostenibilità dell’iniziativa, valutare le criticità rilevate in sede di analisi commissionale e preavviso municipale ed apportare i dovuti correttivi. Comunque vada la votazione che si svolgerà nei prossimi minuti, i miei ringraziamenti vanno a coloro che hanno condiviso un approccio alternativo alle proposte abituali al fine di cercare una soluzione sul lungo termine alle problematiche dell’inquinamento atmosferico e della pessima qualità dell’aria con le quali siamo quotidianamente confrontati.

Perché fondamentalmente è questo lo scopo della mozione in esame: intervenire con una misura di compensazione ecologica minima (ovvero piantare un albero per ogni nascita o adozione registrata nel Comune) per controbilanciare le attività antropiche che sottraggono porzioni di terreno e di vegetazione necessarie per mantenere l’equilibrio del nostro ecosistema. Nello specifico, stiamo parlando di due funzioni chiave svolte dalle piante: la conversione dell’anidride carbonica in ossigeno e la filtrazione dell’aria che permette, tra le altre cose, di ritenere una percentuale non indifferente del particolato prodotto dalla combustione delle energie fossili.

Intervenendo prima sul MM n. 30 / 2017, riguardo al comparto di Valera, ho citato la creazione di un polmone verde regionale come risposta lungimirante e consapevole agli allarmi smog che vengo registrati, sempre più spesso, alle nostre latitudini. In un contesto in cui, ogni giorno, uomini, donne, anziani e bambini respirano l’aria peggiore di tutto il centro Europa, in una regione in cui basta un mese secco per far schizzare tutti gli indicatori oltre i livelli di guardia, in un momento storico in cui medici seri ed autorevoli come il dottor Giorgio Noseda, dati alla mano, ci hanno più volte messo in guardia sulla correlazione tra inquinamento atmosferico e maggiore probabilità di contrarre patologie dell’apparato respiratorio, tumori compresi, non possiamo più permetterci né di sottovalutare la questione ambientale, né di minimizzare le conseguenze inevitabili dell’esposizione continua a tutti i veleni presenti nell’aria che respiriamo.

Di transenna, mi si passi un’ultima, brevissima considerazione di ordine finanziario. Sommando la seduta di lunedì scorso a quella di stasera, abbiamo discusso e condiviso un Piano finanziario plurimilionario e concesso crediti per circa 10 milioni di franchi di investimenti. Per favore, non venitemi a dire che piantare degli alberi “costa troppo”, senza spiegarmi rispetto a cosa costerebbe troppo. Rispetto alla possibilità di respirare? E qui chiudo questo breve excursus mirato.

Approfitto inoltre dell’occasione per farmi latore di una proposta, proveniente da una comune cittadina, una giovane mamma, che, saputo della mozione, ci ha contattati negli scorsi giorni, indicando quale luogo di piantumazione in occasione di nascite ed adozioni le pendici del San Giorgio o del Monte Generoso, al preciso scopo di rinfoltire le selve castanili che, aggiungiamo noi, nel corso degli ultimi anni, hanno subito i danni causati dal cinipede del castagno, la cui invasione ha praticamente cancellato la produzione di castagne dei nostri boschi. Ora che questo parassita è stato praticamente debellato dalla diffusione di un agente antagonista (il Torymus sinensis Kamijo), sarebbe opportuno intervenire piantando alberi sani che possano rinverdire la produttività delle nostre selve castanili, che sono anch’esse un importante biotopo tipico del nostro Distretto che in passato è stato fondamentale per il sostentamento della popolazione attraverso le attività sussidiarie dell’agricoltura.

Concludendo, sono consapevole del fatto che parlare di piantare alberi e raccogliere castagne (a cui si aggiunge l’accenno di prima alla riproduzione delle testuggini di fiume) durante una seduta di Consiglio comunale in cui si votano progetti del costo di milioni di franchi possa far sorridere più d’uno dei miei colleghi, ma personalmente sono convinto che anche un piccolo gesto come piantare oggi un albero, produttore d’ossigeno e filtro naturale per eccellenza, possa essere la causa presente di un effetto positivo di cui beneficeranno, spero, le generazioni future. Non lo dico solo io e non è neppure una novità. L’ha scritto Catone, più di duemila anni fa: “Serit arbores, quae alteri saeclo prosint”. Pianta alberi, che porteranno giovamento in un altro tempo.

Confidando che il Municipio saprà, in questi due anni di prova, promuovere ed attuare il principio contenuto nella mozione nel miglior modo possibile, annuncio la nostra adesione al MM 39 / 2017.

Interrogazione: Inquinamento luminoso

9 Aprile 2017

Il Municipio di Mendrisio il 24 ottobre 2011 si è dotato di un’Ordinanza Municipale concernente la prevenzione dell’inquinamento luminoso. A sei anni di distanza, la situazione sul territorio comunale a mente degli scriventi sembra però presentare ancora delle criticità.

L’ inquinamento luminoso corrisponde alla dispersione diretta di luce artificiale al di fuori delle zone a cui essa è espressamente dedicata. Si tratta di luminosità misurabile, dispersa verso il cielo e quindi sprecata, i cui costi energetici siamo chiamati a pagare. Oltre al danno economico, l’illuminazione eccessiva e sbagliata provoca anche danni alla salute e all’ambiente.

Diverse città ticinesi risultano avere un inquinamento luminoso peggiore di quelle oltralpe (Fonte: http://www.darksky.ch/download/CH-artificial-sky-brightness-atlas-2015.pdf. Ulteriori informazioni: http://advances.sciencemag.org/content/2/6/e1600377.figures-only ).

È difficile immaginare che sussista un reale bisogno di maggiore illuminazione per le necessità delle persone, aziende o attività ticinesi, rispetto alle città d’oltralpe. È altresì difficilmente ipotizzabile che la conformazione del territorio, la cultura o altre peculiarità nostre possano giustificare il maggiore consumo di energia elettrica per l’illuminazione. Le esperienze fatte in diverse città dimostrano che, diminuendo la dispersione superflua di luce, è possibile risparmiare oltre il 40% di energia per l’illuminazione e quindi anche operare importanti risparmi sulla bolletta dell’elettricità (pagata in gran parte dai contribuenti).

L’illuminazione notturna è importante, indispensabile per la nostra società. Ma l’illuminazione diventa inquinamento luminoso quando si illumina troppo e/o si illumina male.

Implicazioni per la SICUREZZA L’illuminazione eccessiva e/o mal posizionata rappresenta – paradossalmente ma comprovatamente – un rischio per la sicurezza. La luce che abbaglia il conducente di un automezzo, invece di illuminare il campo stradale e eventuali pedoni e ciclisti, causa una maggiore incidenza di incidenti stradali.  Strade, piazze e parchi gioco illuminati costantemente, permettono a criminali e vandali di agire con comodità e senza farsi notare. È stato dimostrato che strade residenziali con illuminazione tramite rilevatore di movimento sono meno soggette a furti e che gli atti di vandalismo in comparti urbani sono diminuiti quando è stata spenta o ridotta l’illuminazione. Infatti la sicurezza aumenta con accorgimenti mirati come i sensori di movimento.

Implicazioni per l’AMBIENTE  Le prime vittime dirette dell’inquinamento diretto sono innumerevoli specie animali e – anche se in minore misura – la vegetazione, soprattutto gli alberi urbani. Uccelli migratori possono perdere l’orientamento e aumentano gli schianti con edifici illuminati, la fauna urbana subisce effetti negativi sulla riproduzione e sull’equilibrio ormonale. I pipistrelli, voraci divoratori di zanzare, disertano le zone troppo illuminate. Un caso interessante è la qualità dell’acqua di fiumi e laghi. Dove le rive sono illuminate, vengono inibiti i micro-organismi che normalmente depurano l’acqua, e le acque tendono a diventare più torbide e sporche.

Implicazioni per la SALUTE L’inquinamento luminoso può provocare alterazioni al bioritmo degli esseri umani. Il ritmo circadiano, definito dall’alternanza del ritmo biologico tra giorno e notte, può risultare disturbato, con conseguenti incidenze maggiori di depressione, diabete, obesità̀, depressione del sistema immunitario, insonnia e miopia precoce.

L’inquinamento luminoso comporta ripercussioni economiche, ecologiche, di sicurezza stradale, culturali (perdita della cultura legata al cielo e agli astri), scientifiche (impedimento di osservazioni astronomiche). Ulteriori informazioni sono disponibili su: www.darksky.ch/ti/.

Chiediamo al Municipio:

  1. A quanto ammonta il costo annuo dell’energia elettrica per l’illuminazione pubblica del Comune?
  2. È in grado di quantificare o per lo meno descrivere i costi esterni (salute, sicurezza, ambiente) provocati dall’inquinamento luminoso sul territorio comunale?
  3. Quali effetti ha sortito l’Ordinanza Municipale concernente la prevenzione dell’inquinamento luminoso? L’inquinamento luminoso è migliorato?
  1. Il Municipio sarebbe disposto a realizzare un piano della luce cittadino, onde quantificare e descrivere il fenomeno dell’inquinamento luminoso in Città? Un tale piano potrebbe rientrare in una strategia di risanamento?
  2. La tecnologia LED permette importanti risparmi energetici. Tuttavia alcuni tipi di lampade non sono prive di controindicazioni. il Municipio è al corrente degli aspetti problematici della tecnologia LED (onde evitare interventi in buona fede ma basati su informazioni non approfondite)? Il Comune tiene conto dei problemi legati al colore della luce e LED con alta emissione di luce blu rispettivamente con temperatura di colore superiore ai 3’000 K?
  1. Oltre alle misure che il Comune può attuare sugli impianti di illuminazione propri, cosa può intraprendere per ridurre l’inquinamento luminoso da parte dei privati? Può e intende agire sulle vetrine illuminate tutta la notte, gli uffici, le facciate di palazzi e le pubblicità, almeno nei casi dove è evidente che la riduzione della luce non causa alcun danno all’azienda? In alternativa, sarebbe possibile applicare delle tariffe maggiorate per consumi che superano un ragionevole bisogno?

Ringraziando per le risposte, salutiamo cordialmente,

I Verdi: Claudia Crivelli Barella, Tiziano Fontana, Andrea Stephani, Daniela Carrara

INTERROGAZIONE: Il Ndrisiome, una moneta per Mendrisio

16 Gennaio 2017

Un collettivo di cittadini vuole lanciare il Farinet, una valuta circoscritta al cantone Vallese per favorire l’economia (www.ticinonews.ch/svizzera/329557/il-vallese-avra-la-propria-moneta-locale). Il lemanico, la moneta locale della regione transfrontaliera del Lago di Ginevra, è sbarcato recentemente anche a Losanna. Dalla sua creazione, nel settembre 2015, la moneta era utilizzata soprattutto in Francia e a Ginevra. Attualmente, circola in circa duecento attività, tra negozi e imprese.

L’idea di una moneta cittadina è presente in una sessantina di Paesi del mondo (cfr il film Domani www.domani-ilfilm.it ) ed ha portato ad un rilancio dell’economia di diversi paesi britannici. Dagli anni ’90 il mondo sta vivendo lo sviluppo di questa moneta e  a livello mondiale ci sono attualmente 5000 monete complementari utilizzate attraverso sistemi variegati in diverse comunità.

Le valute complementari sono strumenti di commutazione con cui è possibile scambiare beni e servizi affiancando il denaro ufficiale (rispetto al quale sono complementari). La base fondamentale della moneta complementare non è la dimensione pubblica e legale della moneta, ma quella più propriamente contrattuale degli accordi anche di tipo associativo, a sostegno della sua emissione e accettazione come mezzo di pagamento.

In altre parole, le monete complementari aderiscono alla definizione antica di denaro, ossia un accordo all’interno di una comunità che accetta di utilizzare “qualcosa” come bene di scambio riconosciuto. Le comunità che “emettono” valute complementari sono dei tipi più diversi: città, cooperative, associazioni, ma anche aziende che offrono un servizio a cui aderiscono persone fisiche ed aziende. Le valute locali sono strumenti di scambio, utilizzati su base volontaria, con cui è possibile scambiare beni e servizi. Ogni valuta ha un rapporto di cambio con la moneta ufficiale, solitamente la parità.

Prima di procedere oltre è fondamentale ricordare alcuni punti chiave: in primis questi nuovi circuiti monetari non generano interessi e servono solo a rimettere in moto gli scambi. La moneta locale non crea debito ma serve principalmente al rilancio delle economie locali.

In diverse interrogazioni, i partiti si sono chinati sul problema del nucleo di Mendrisio, che sta lentamente morendo. Dove prima c’erano commerci, oggi ci sono assicurazioni o uffici, che di certo non contribuiscono ad animare il centro e a rendere attrattivo il nucleo di Mendrisio. Un nucleo che ha assolutamente bisogno di essere rilanciato, portando nuova linfa e nuova vita. Sarebbe importante non solo per la cittadinanza, ma anche per il turismo.

Sarebbe pertanto una buona idea realizzare anche per Mendrisio una moneta che funga da scambio per i commerci e le attività locali. Si potrebbe chiamare Ndrisiome omaggio all’arpaiudre, l’antica parlata segreta dei momò.

Con la presente interrogazione chiediamo dunque al lodevole Municipio se intende studiare la possibilità di introdurre una moneta locale per la Città di Mendrisio.

 

Claudia Crivelli Barella, I Verdi, Andrea Stephani, I Verdi, Françoise Gehring, Insieme a Sinistra

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