Interrogazione: Inquinamento luminoso

9 Aprile 2017

Il Municipio di Mendrisio il 24 ottobre 2011 si è dotato di un’Ordinanza Municipale concernente la prevenzione dell’inquinamento luminoso. A sei anni di distanza, la situazione sul territorio comunale a mente degli scriventi sembra però presentare ancora delle criticità.

L’ inquinamento luminoso corrisponde alla dispersione diretta di luce artificiale al di fuori delle zone a cui essa è espressamente dedicata. Si tratta di luminosità misurabile, dispersa verso il cielo e quindi sprecata, i cui costi energetici siamo chiamati a pagare. Oltre al danno economico, l’illuminazione eccessiva e sbagliata provoca anche danni alla salute e all’ambiente.

Diverse città ticinesi risultano avere un inquinamento luminoso peggiore di quelle oltralpe (Fonte: http://www.darksky.ch/download/CH-artificial-sky-brightness-atlas-2015.pdf. Ulteriori informazioni: http://advances.sciencemag.org/content/2/6/e1600377.figures-only ).

È difficile immaginare che sussista un reale bisogno di maggiore illuminazione per le necessità delle persone, aziende o attività ticinesi, rispetto alle città d’oltralpe. È altresì difficilmente ipotizzabile che la conformazione del territorio, la cultura o altre peculiarità nostre possano giustificare il maggiore consumo di energia elettrica per l’illuminazione. Le esperienze fatte in diverse città dimostrano che, diminuendo la dispersione superflua di luce, è possibile risparmiare oltre il 40% di energia per l’illuminazione e quindi anche operare importanti risparmi sulla bolletta dell’elettricità (pagata in gran parte dai contribuenti).

L’illuminazione notturna è importante, indispensabile per la nostra società. Ma l’illuminazione diventa inquinamento luminoso quando si illumina troppo e/o si illumina male.

Implicazioni per la SICUREZZA L’illuminazione eccessiva e/o mal posizionata rappresenta – paradossalmente ma comprovatamente – un rischio per la sicurezza. La luce che abbaglia il conducente di un automezzo, invece di illuminare il campo stradale e eventuali pedoni e ciclisti, causa una maggiore incidenza di incidenti stradali.  Strade, piazze e parchi gioco illuminati costantemente, permettono a criminali e vandali di agire con comodità e senza farsi notare. È stato dimostrato che strade residenziali con illuminazione tramite rilevatore di movimento sono meno soggette a furti e che gli atti di vandalismo in comparti urbani sono diminuiti quando è stata spenta o ridotta l’illuminazione. Infatti la sicurezza aumenta con accorgimenti mirati come i sensori di movimento.

Implicazioni per l’AMBIENTE  Le prime vittime dirette dell’inquinamento diretto sono innumerevoli specie animali e – anche se in minore misura – la vegetazione, soprattutto gli alberi urbani. Uccelli migratori possono perdere l’orientamento e aumentano gli schianti con edifici illuminati, la fauna urbana subisce effetti negativi sulla riproduzione e sull’equilibrio ormonale. I pipistrelli, voraci divoratori di zanzare, disertano le zone troppo illuminate. Un caso interessante è la qualità dell’acqua di fiumi e laghi. Dove le rive sono illuminate, vengono inibiti i micro-organismi che normalmente depurano l’acqua, e le acque tendono a diventare più torbide e sporche.

Implicazioni per la SALUTE L’inquinamento luminoso può provocare alterazioni al bioritmo degli esseri umani. Il ritmo circadiano, definito dall’alternanza del ritmo biologico tra giorno e notte, può risultare disturbato, con conseguenti incidenze maggiori di depressione, diabete, obesità̀, depressione del sistema immunitario, insonnia e miopia precoce.

L’inquinamento luminoso comporta ripercussioni economiche, ecologiche, di sicurezza stradale, culturali (perdita della cultura legata al cielo e agli astri), scientifiche (impedimento di osservazioni astronomiche). Ulteriori informazioni sono disponibili su: www.darksky.ch/ti/.

Chiediamo al Municipio:

  1. A quanto ammonta il costo annuo dell’energia elettrica per l’illuminazione pubblica del Comune?
  2. È in grado di quantificare o per lo meno descrivere i costi esterni (salute, sicurezza, ambiente) provocati dall’inquinamento luminoso sul territorio comunale?
  3. Quali effetti ha sortito l’Ordinanza Municipale concernente la prevenzione dell’inquinamento luminoso? L’inquinamento luminoso è migliorato?
  1. Il Municipio sarebbe disposto a realizzare un piano della luce cittadino, onde quantificare e descrivere il fenomeno dell’inquinamento luminoso in Città? Un tale piano potrebbe rientrare in una strategia di risanamento?
  2. La tecnologia LED permette importanti risparmi energetici. Tuttavia alcuni tipi di lampade non sono prive di controindicazioni. il Municipio è al corrente degli aspetti problematici della tecnologia LED (onde evitare interventi in buona fede ma basati su informazioni non approfondite)? Il Comune tiene conto dei problemi legati al colore della luce e LED con alta emissione di luce blu rispettivamente con temperatura di colore superiore ai 3’000 K?
  1. Oltre alle misure che il Comune può attuare sugli impianti di illuminazione propri, cosa può intraprendere per ridurre l’inquinamento luminoso da parte dei privati? Può e intende agire sulle vetrine illuminate tutta la notte, gli uffici, le facciate di palazzi e le pubblicità, almeno nei casi dove è evidente che la riduzione della luce non causa alcun danno all’azienda? In alternativa, sarebbe possibile applicare delle tariffe maggiorate per consumi che superano un ragionevole bisogno?

Ringraziando per le risposte, salutiamo cordialmente,

I Verdi: Claudia Crivelli Barella, Tiziano Fontana, Andrea Stephani, Daniela Carrara

INTERROGAZIONE: Il Ndrisiome, una moneta per Mendrisio

16 Gennaio 2017

Un collettivo di cittadini vuole lanciare il Farinet, una valuta circoscritta al cantone Vallese per favorire l’economia (www.ticinonews.ch/svizzera/329557/il-vallese-avra-la-propria-moneta-locale). Il lemanico, la moneta locale della regione transfrontaliera del Lago di Ginevra, è sbarcato recentemente anche a Losanna. Dalla sua creazione, nel settembre 2015, la moneta era utilizzata soprattutto in Francia e a Ginevra. Attualmente, circola in circa duecento attività, tra negozi e imprese.

L’idea di una moneta cittadina è presente in una sessantina di Paesi del mondo (cfr il film Domani www.domani-ilfilm.it ) ed ha portato ad un rilancio dell’economia di diversi paesi britannici. Dagli anni ’90 il mondo sta vivendo lo sviluppo di questa moneta e  a livello mondiale ci sono attualmente 5000 monete complementari utilizzate attraverso sistemi variegati in diverse comunità.

Le valute complementari sono strumenti di commutazione con cui è possibile scambiare beni e servizi affiancando il denaro ufficiale (rispetto al quale sono complementari). La base fondamentale della moneta complementare non è la dimensione pubblica e legale della moneta, ma quella più propriamente contrattuale degli accordi anche di tipo associativo, a sostegno della sua emissione e accettazione come mezzo di pagamento.

In altre parole, le monete complementari aderiscono alla definizione antica di denaro, ossia un accordo all’interno di una comunità che accetta di utilizzare “qualcosa” come bene di scambio riconosciuto. Le comunità che “emettono” valute complementari sono dei tipi più diversi: città, cooperative, associazioni, ma anche aziende che offrono un servizio a cui aderiscono persone fisiche ed aziende. Le valute locali sono strumenti di scambio, utilizzati su base volontaria, con cui è possibile scambiare beni e servizi. Ogni valuta ha un rapporto di cambio con la moneta ufficiale, solitamente la parità.

Prima di procedere oltre è fondamentale ricordare alcuni punti chiave: in primis questi nuovi circuiti monetari non generano interessi e servono solo a rimettere in moto gli scambi. La moneta locale non crea debito ma serve principalmente al rilancio delle economie locali.

In diverse interrogazioni, i partiti si sono chinati sul problema del nucleo di Mendrisio, che sta lentamente morendo. Dove prima c’erano commerci, oggi ci sono assicurazioni o uffici, che di certo non contribuiscono ad animare il centro e a rendere attrattivo il nucleo di Mendrisio. Un nucleo che ha assolutamente bisogno di essere rilanciato, portando nuova linfa e nuova vita. Sarebbe importante non solo per la cittadinanza, ma anche per il turismo.

Sarebbe pertanto una buona idea realizzare anche per Mendrisio una moneta che funga da scambio per i commerci e le attività locali. Si potrebbe chiamare Ndrisiome omaggio all’arpaiudre, l’antica parlata segreta dei momò.

Con la presente interrogazione chiediamo dunque al lodevole Municipio se intende studiare la possibilità di introdurre una moneta locale per la Città di Mendrisio.

 

Claudia Crivelli Barella, I Verdi, Andrea Stephani, I Verdi, Françoise Gehring, Insieme a Sinistra

Mozione – Pianificare Piazza del Ponte rispettando il contesto di elevato valore storico-culturale

12 Ottobre 2016

comparto-piazza-del-ponteSignora Presidente del Consiglio Comunale,

signore colleghe e signori colleghi di Consiglio comunale,

  • considerato l’esito del referendum del 25 settembre 2016 concernente la variante di Piano regolatore della Città di Mendrisio /Sezione Mendrisio – Comparto speciale “e”– Piazza del Ponte;
  • richiamata la petizione “Per una Piazza del Ponte degna del suo nome” del novembre 2007, sottoscritta da più di 3’000 persone, che chiedeva in particolare: «con questa petizione le cittadine e i cittadini di Mendrisio chiedono all’autorità comunale di farsi promotrice di un progetto di riqualifica di Piazza del Ponte che tenga in giusta considerazione le preesistenze storico-architettoniche. I sottoscritti firmatari chiedono pertanto al Comune di acquistare l’immobile ex Jelmoli e di provvedere alla sua demolizione, al fine di destinare l’intero sedime (attuale area destinata a posteggio e quella sulla quale sorge l’edificio in questione) alla creazione di uno spazio di incontro e di aggregazione capace nel contempo di valorizzare i beni culturali circostanti»;
  • ritenuto che nel rapporto di minoranza del 10 marzo 2016 del gruppo dei Verdi si indicava che «la petizione, è bene ricordarlo, risale al novembre 2007 e quindi si inserisce all’interno di un percorso pianificatorio precedente, che ha visto vari Municipi chinarsi sulla possibile sistemazione di quest’area del nucleo storico. Il Municipio ha sempre seguito un approccio di tipo architettonico che trova la giustificazione nel MM in discussione laddove leggiamo che vi è la volontà di «insediare un edificio emergente dal forte carattere rappresentativo». Altro approccio è suggerito dalla petizione che si ispira a una visione urbanistica quindi a una visione d’insieme e di dialogo con le preesistenze storico-artistiche. Si tratta di seguire l’indicazione del prof. Settis che cito all’inizio del rapporto: «Fra il corpo della città e il corpo del cittadino c’è un rapporto di proporzioni, di misura.» È proprio questa misura che viene a mancare con la proposta di variante perché quest’ultima conferma la zona edificabile R5 che si incunea all’interno del nucleo storico: questo azzonamento è un retaggio della pianificazione elaborata trent’anni fa a partire da uno sviluppo urbano precedente che risale agli anni 1957 – 1958 […]. Ora, cari colleghe e colleghi, non ritenete che nel 2016 si possa e si debba seguire un’altra visione urbanistica e ripensare l’azzonamento scelto oltre trent’anni fa, abbandonando l’approccio prettamente architettonico di questa variante che rimane ancorata alla zona R5 e anzi si spinge fino a proporre un R7 per il mappale ex Jelmoli ?

Non si tratta di contrapporre una visione architettonica diversa rispetto a quella del Municipio – per esempio in merito alla forma o all’altezza del futuro possibile stabile – bensì si tratta di rivedere la zona R5 che coinvolge la doppia fascia di mappali ai piedi del nucleo storico e in particolare i mappali direttamente affacciati su Piazza del Ponte, tra cui il sedime ex Jelmoli e la casa dove nacque Lavizzari con i due fondi confinanti così come i mappali che giustamente il Municipio propone di considerare quale area verde»;

  • richiamate le considerazioni:

– della storica dell’arte Anastasia Gilardi contenute nell’articolo Cosa si sa di Piazza del Ponte a Mendrisio: «A partire dal Settecento inizia la costruzione, accanto alle vecchie case medievali compatte e severe, di due o tre palazzi aristocratici e di case borghesi, vivaci ed eleganti, ma non prepotentemente intruse nel tessuto, oppure erette nuovamente ai confini del vecchio abitato: un borgo di incantevole bellezza, più che pomposamente “magnifico”»[1];

– degli esperti dell’Inventario degli insediamenti svizzeri da proteggere ISOS;

– considerato il Perimetro di rispetto cantonale 1300 “Complesso dei beni culturali all’interno del nucleo storico di Mendrisio”;

riteniamo che per dare un futuro urbanistico al cuore del nucleo storico di Mendrisio, fondato sulla salvaguardia delle preesistenze storico-artistiche secondo i principi internazionali elaborati per i centri storici, si debba modificare l’azzonamento di diversi fondi che si affacciano su Piazza del Ponte, che oggi sono esclusi dal Piano Particolareggiato di protezione del centro storico e pertanto avvalendoci della facoltà concessaci dalla legge (art. 67 LOC)

chiediamo che

il Municipio sia invitato ad allestire una variante del Piano Regolatore del quartiere di Mendrisio avente i seguenti obiettivi:

  1. a) inserire nel Piano particolareggiato di protezione del centro storico i mappali che sono affacciati su Piazza del Ponte, tra i quali suggeriamo: 870 (monumento a Lavizzari), 766 (strada), 768 (piazza del Ponte), 767 (ex stabile Jelmoli), 2863 (passaggio pedonale), 759, 760 (integralmente), 3039, 1063 (casa Lavizzari), 2632 e 1062 (casa Baroffio), togliendoli di conseguenza dal “comparto speciale Piazza del Ponte” che li pone in zona R5;
  2. b) porre un vincolo quale zona attrezzature pubbliche (AP) con destinazione piazza/area di svago di interesse pubblico a diversi fondi, tra i quali suggeriamo i mappali: 766 (strada), 767 (ex stabile Jelmoli), 768 (piazza del Ponte), 870 (monumento a Lavizzari), 2863 (passaggio pedonale), 3039 (parco giochi) di proprietà comunale.

Ringraziando per l’attenzione porgiamo distinti saluti.

Tiziano Fontana, capogruppo i Verdi; Claudia Crivelli Barella, CC i Verdi; Daniela Carrara, CC i Verdi; Andrea Stephani, CC i Verdi

Per visionare gli allegati: scarica il pdf della mozione: Nuovo azzonamento Piazza del Ponte

 

[1] Anastasia Gilardi, Cosa si sa di Piazza del Ponte a Mendrisio, Il nostro Paese, no. 289 , luglio-settembre 2006.

Interrogazione: alberi e cancelli sedime ex-OBV, bene culturale a livello cantonale

6 Ottobre 2016

verdi-di-mendrisioSignor Sindaco, signori Municipali,

il nostro gruppo sostiene da sempre che, se vi è la comprovata attestazione della necessità di procedere al taglio di alberi monumentali o di altro genere per motivi di sicurezza, si debba agire in tal senso, procedendo però alla loro sostituzione con alberi della medesima specie o con una specie idonea al luogo dove devono essere messi a dimora.

L’anno scorso avete autorizzato l’Accademia di architettura a tagliare i due cedri che sorgevano dietro la chiesa dei Cappuccini invocando motivi di sicurezza legata al cantiere per il teatro dell’Architettura, malgrado la perizia giudicasse che si trattava di alberi con ancora diversi anni di vita e attestasse uno stato di salute non così critico come ventilato ufficialmente.

Nella medesima area dell’OBV sorge un albero secolare, ritratto nella fotografia allegata, risalente a metà settembre: è situato all’entrata dell’autosilo dell’Ospedale della Beata Vergine, fondo 1158. Come si vede dall’immagine i rami sono (quasi) completamente secchi. Il lento ma costante deperimento iniziato in seguito al taglio di radici causato dalla costruzione dell’autosilo del nuovo Ospedale sembra avere compromesso completamente lo stato di salute del cedro, nonostante il Municipio si sia prodigato negli anni passati con potature mirate e vari interventi. Vista la situazione sembra che questo albero monumentale possa costituire un serio pericolo per abitazioni e persone, in caso di forte vento o di eventi climatici estremi.

Inoltre, nelle aiuole che si trovano davanti all’ex OBV sono venuti meno nel recente passato alcuni alberi maestosi. L’impoverimento botanico dell’area e l’eliminazione dei cancelli ottocenteschi hanno lasciato un vuoto e un senso di precarietà e di incompletezza, rispetto alla perfetta sistemazione originale, in contrasto con la monumentale bellezza dell’edificio ottocentesco.

Fatte queste considerazioni, chiediamo al lodevole Municipio:

  1. Non ritenete opportuno procedere in accordo con il proprietario del fondo alla rimozione dell’albero malato sito all’entrata dell’autosilo e alla sua sostituzione, così come alla sostituzione degli altri alberi un tempo presenti nelle aiuole davanti all’ex-OBV con specie di pari valore paesaggistico?
  1. L’Esecutivo comunale è a conoscenza del luogo dove sono stati portati i cancelli dell’inferriata che circonda parzialmente l’ex-OBV? Non ritenete che facendo parte di un’area di pregio culturale ed essendo elemento di decoro essenziale nel progetto dell’arch. Fontana debbano essere riportati in loco?

Ringraziando per l’attenzione porgiamo distinti saluti.

Tiziano Fontana, capogruppo i Verdi, Claudia Crivelli Barella, CC i Verdi, Daniela Carrara, CC i Verdi, Andrea Stephani, CC i Verdi

Trovi tutte le nostre interrogazioni a questo link

obv

OPPOSIZIONE – Domanda di costruzione Foxtown 2

21 Settembre 2016

downloadIn merito alla domanda di costruzione presentata dalla Tarchini Fox Town SA, Manno, riguardante il cambiamento di destinazione da magazzino – deposito- a superfici commerciali di vendita (Centro San Martino) sulle particelle no. 328, 360 e 2877 RFD Mendrisio

La sezione de i Verdi di Mendrisio ha presentato opposizione alla domanda di costruzione perché essa non rispetta il Piano Regolatore per i seguenti motivi:

  1. La domanda è in contrasto con l’art. 44bis Zona LC – per attività lavorative intensive e commerciali, nella quale si trovano i fondi in questione;

tale articolo prescrive che:

«1.1 Fino alla realizzazione delle opere di ristrutturazione viaria di cui al Gruppo funzionale 3 (GF3) del Piano dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio (PTM) riferite allo svincolo autostradale e alla nuova Via Penate – nonché dell’autosilo pubblico alle particelle n. 315 e 2877 RFD di Mendrisio, nella zona LC (…)  1.2 Sono in particolare escluse/i: – le attività commerciali, all’infuori di quelle ammesse secondo la precedente cifra 1.1 (…) – i Grandi generatori di traffico (GGT) come definiti nella pianificazione direttrice cantonale».

Quanto previsto dalla domanda di costruzione rende il Centro San Martino un Grande Generatore di Traffico poiché i limiti considerati dalla definizione di GGT del Piano Direttore sono superati

(Il PD definisce i GGT come costruzioni che generano un traffico giornaliero medio di visitatori, nei giorni di apertura, di almeno 1’000 movimenti e costruzioni commerciali con una superficie utile lorda (SUL) di almeno 1’500 m²)

  • Traffico

dalla domanda di costruzione risulta che il traffico giornaliero medio indotto secondo proiezioni relative allo scenario 2030 è quantificabile in 1’400 movimenti giornalieri di veicoli leggeri e in 7 di mezzi pesanti.

Una delle condizioni poste dal Consiglio di Stato nell’approvazione delle varianti di PR riferite ai comparti San Martino, Penate e Rime/Brecch è stata di porre il vincolo del tetto massimo di veicoli al giorno pari a 20’000 unità: già nel 2009 si raggiungeva la soglia di 19’000 unità.

Prendendo per buono questo dato – che andrebbe comunque aggiornato alla situazione attuale – con il numero di movimenti giornalieri previsto dalla domanda di costruzione in questione si andrebbe oltre la soglia legale stabilita dal Consiglio di Stato

  • Posteggi

Il Consiglio di Stato ha fissato come tetto massimo di posteggi privati a uso pubblico il numero di 2’450 stalli per il comparto in questione. A tutt’oggi però non si conosce il numero preciso di stalli autorizzati esistenti nel comparto.

Nel Rapporto sul piano del traffico del 26 settembre 2008, documento allegato all’incarto della variante al PR per i comparti San Martino, Penate, Rime Brecch, si indicava il numero di 485 alla voce Parcheggi esterni o abusivi (stato: 2005).

A seguito degli approfondimenti richiesti dal Dipartimento del territorio nel 2014 il numero di posteggi privi di licenza edilizia nella zona industriale e commerciale del Comune di Mendrisio è risultato essere pari a circa 3’000 (Corriere del Ticino del 28 agosto 2014 sulla base di dati forniti dal Cantone); non si sa quanti di questi sono riferiti all’area del comparto San Martino, quanti nel frattempo sono stati regolarizzati e quanti soppressi.

Si ritiene che, fino a che non sarà chiarito il numero autorizzato di posteggi esistenti all’interno del comparto San Martino, non sia possibile autorizzare la formazione di nuovi posteggi.

Inoltre l’art. 50 ter NAPR non prevede solo l’obbligo di prelievo di una tassa di stazionamento per l’uso di posteggi da parte di clienti/visitatori nella zona LC, nella quale si trovano i mappali in questione, ma anche un sistema integrato di segnaletica avanzata: tale sistema deve essere implementato prima di autorizzare la formazione di nuovi posteggi.

Per questi motivi i Verdi del Mendrisiotto e la sezione di Mendrisio chiedono al Municipio di Mendrisio di respingere la domanda di costruzione oppure, in via subordinata, di sospenderla finché le condizioni poste dall’articolo 44 bis e 50 bis e 50 ter NAPR siano adempiute: solo allora si potrà entrare nel merito della richiesta di cambiamento di destinazione.

Scarica tutto il testo dell’Opposizione-foxtown

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