Il trasporto di merci pericolose è sottovalutato dal Consiglio di Stato

6 Giugno 2014

downloadI documenti citati nel testo (comparso sul Corriere del Ticino il 6 giugno) sono i seguenti. L’interrogazione del 28 gennaio 2014: Transito di merci pericolose sotto al Gottardo, quali rischi con un raddoppio e la risposta del Consiglio di Stato del 29 aprile 2014: Risposta del CdS inter. merci pericolose

Il poeta tedesco Christian Morgenstern scriveva: “Quello che non deve essere, non può esistere”. La frase mi è venuta in mente leggendo la risposta del Consiglio di Stato all’Interrogazione riguardante il trasporto di merci pericolose che ho inoltrato in gennaio assieme ad altri colleghi deputati (tutti i documenti li trovate qua sopra). I fatti sono i seguenti: se la galleria autostradale del Gottardo fosse raddoppiata, vi è la certezza, confermata dal Consiglio federale, che le misure restrittive in materia di transito di merci pericolose nella galleria, e di conseguenza sull’intero tratto autostradale ticinese, sia allentato e che il traporto di tali merci, che mettono in pericolo la nostra sicurezza, divenga prassi comune. Attualmente questo tipo di merci è obbligato ad andare sul treno, oppure a transitare attraverso le nazioni circostanti.

La domanda che abbiamo posto al Governo era: il CdS ha valutato la possibilità che un raddoppio della galleria autostradale del Gottardo comporterebbe un possibile allentamento delle misure restrittive nell’ambito del trasporto di merci pericolose su strada attraverso il Canton Ticino? E come concilia il Consiglio di Stato questo aumento dei rischi diretti per l’incolumità dei cittadini ticinesi a causa di un incidente dovuto al trasporto di materiali pericolosi sulla A2 con il sostegno al raddoppio della galleria autostradale del Gottardo? E in conclusione: quali conseguenze avrebbe per il nostro Cantone un eventuale allentamento del regime di trasporto di merci pericolose sul traffico merci transalpino e sulla politica di trasferimento del traffico in generale?

Pochi giorni fa è giunta la risposta dell’esecutivo che esordisce con la lapidaria sentenza: “In apertura il CdS ribadisce il proprio convinto sostegno al risanamento della galleria tramite la realizzazione di un secondo tubo.” Leggendo questo preambolo mi sono detta che probabilmente da lì in poi il contenuto sarebbe stato un negare il fatto che l’unico modo per tener lontani i camion zeppi di materiale potenzialmente esplosivo e dannoso per la salute sia NON costruire un secondo tubo. Il Ticino oggi come oggi è protetto da questo pericolo proprio dal fatto che le due gallerie del San Gottardo e del San Bernardino vietano tassativamente il passaggio di tali mezzi pesanti. Il CdS basa la sua risposta su un comunicato stampa dell’Ufficio federale delle strade (USTRA). “Un laconico comunicato stampa?”, mi sono detta, “Possibile che non esistano altri studi o documenti del Consiglio federale che ci possano rassicurare in questo ambito?” No, non ci sono, e la risposta dell’USTRA e del CdS fa accapponare la pelle per la pochezza dell’argomentazione e per la capacità di “schivare l’oliva”. In sostanza USTRA afferma che “una maggiore apertura al trasporto di merci pericolose andrebbe di fatto ad aumentare la capacità di transito della galleria, in evidente contrasto con la Legge federale concernente il transito stradale nella regione alpina.”

Il CdS si dice soddisfatto della risposta e conclude che la frase appena citata “dà garanzie sufficienti per escludere già sin d’ora l’eventualità che un raddoppio della galleria possa comportare un futuro allentamento delle attuali misure restrittive per il trasporto di merci pericolose”. Ho riletto la risposta perché non vedevo il nesso tra le due affermazioni. Visto che se le merci pericolose potranno transitare sotto il Gottardo, i camion aumenteranno, allora vuol dire che non si darà il permesso ai camion pericolosi di transitare sotto il Gottardo? Ma dove è la logica dell’affermazione? Chi vieterà concretamente ai camion pericolosi di arrivare? Nessuna legge lo potrà fare! E i tecnici che dovranno valutare l’idoneità del tunnel al trasporto di merci pericolose NON si baseranno sui numeri di transiti, perché è una questione che non gli competerà! Se i camion pericolosi possono passare o meno è una questione tecnica (numero di canne e loro larghezza), quanti camion possono passare è una questione politica.

Nel Canton Uri, un’interpellanza simile alla nostra ha ricevuto dall’esecutivo la risposta che sì, il Governo Urano teme che un raddoppio potrebbe far allentare le misure restrittive nell’ambito del trasporto di merci pericolose. In Ticino no, si veleggia tranquilli e sorridenti verso il disastro. O si fa finta di non vedere i pericoli per la popolazione, mettendoli in secondo piano nei confronti dei vantaggi finanziari dei pochi che approfitteranno della costruzione del secondo tubo. Alla faccia di chi dice che il secondo tubo aumenterebbe la sicurezza. Un’autostrada piena di mine vaganti da Airolo a Chiasso vi sembra sicura? Se non ci svegliamo in fretta noi cittadini comuni rischieremo la vita ogni qualvolta uno di questi camion transiterà, carico di veleni e esplosivi, di fianco ai nostri asili, alle nostre case per anziani, alle nostre sorgenti.

Claudia Crivelli Barella


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