Il Fox Town e l’etica

14 Marzo 2013

Alcuni si sono meravigliati perché ho paragonato il centro degli affari che accoglie chi arriva a Mendrisio in automobile a un negozio erotico che non ha avuto il permesso di aprire i battenti nell’allora borgo alcuni anni orsono a causa di una levata di scudi e di sdegno. Il paragone non è peregrino: ognuno ha i tabù e i precetti morali dettati dai propri modelli di riferimento, dalle proprie convinzioni e dai propri ideali. Più approfondisco le tematiche ambientali, e più mi pare scandaloso non tener conto della provenienza e della qualità delle merci che acquistiamo: una parte importante della politica, tutto sommato, la facciamo ogni giorno con le nostre scelte quotidiane, anche con ciò che decidiamo di comperare o di lasciare sui banconi del supermercato o dell’offerta commerciale in generale. Ad esempio, posso decidere di scegliere del miele ticinese invece di un più conveniente miele industriale proveniente da qualche paese lontano, spendendo diversi franchi in più ma sentendomi ricca perché in tal modo contribuisco all’economia del mio paese e alla biodiversità che l’esistenza stessa delle api garantisce. Potrei risparmiare un po’ di denaro, e mangiare più miele, ma la consapevolezza e l’orgoglio di nutrirmi in modo etico oltre che sano non mi permette di tornare a comprare miele di dubbia provenienza.

Se per quanto riguarda i generi alimentari la popolazione diventa sempre più consapevole, tanto che tutti i grandi distributori si orientano sempre più su cibi biologici e locali, il processo di consapevolezza è più lento per quanto riguarda beni come il vestiario e i prodotti di lusso. Eppure, dovremmo, anche quando si tratta di acquistare una maglietta o un paio di scarpe, chiederci: da dove vengono le materie prime che compongono queste merci? Chi le ha lavorate? Dove? In quali condizioni?…spesso, un capo di lusso perde molta della sua allure se si riflette sulla sua provenienza, e il mercato si sta sempre più orientando verso prodotti biologici, con materiali organici e addirittura riciclati e prodotti in modo socialmente accettabile anche in campo tessile. Molte grandi firme stanno sviluppando una sensibilità su prodotti ecologicamente corretti, ma al Fox town non ne ho scorto l’ombra. Del resto, non si può aspettarsi molto di più da un grande magazzino di svendite. Gli outlet sono in declino in tutto il mondo, perché la furia consumistica che ci ha accompagnati dagli anni Ottanta via si sta esaurendo, e il futuro saranno i piccoli negozi di quartiere, i negozi con una base etica, una qualità aggiunta alta, e quello che sogno per Mendrisio è una sorta di via della Spiga o di via Montenapoleone di prodotti di alta qualità nelle vie cittadine, e non un magazzino di svendite per poveri ricchi che intasi l’ingresso alla città e gli armadi con prodotti che hanno girato il mondo prima di arrivare alla nostra città slow.


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