Minori emissioni con la Strategia energetica 2050

9 Maggio 2017

L’ultimo rapporto dell’UFAM conferma che le emissioni di CO2 in Svizzera sono globalmente in diminuzione. Questo conferma che la crescita economica e lo sviluppo sono compatibili con la protezione del clima. I dati sono particolarmente positivi per le emissioni nel ramo degli edifici (-22% rispetto al 1990). I dati invece nel settore dei trasporti sono in controtendenza: in questo settore le emissioni sono aumentate ulteriormente, circa il 4% in più rispetto ai livelli del 1990.

La Strategia energetica 2050 ha tra i suoi obiettivi anche la riduzione delle emissioni di CO2, con l’adeguamento dei limiti di emissioni di CO2 per le nuove auto a 95g/km e a 147g/km per autofurgoni e autoarticolati leggeri. Si tratta di misure necessarie per raggiungere gli obiettivi prefissati dalla Svizzera e diminuire le emissioni nei trasporti. Per il Ticino e il Mendrisiotto in particolare, una maggiore efficacia dei nuovi veicoli permetterà nel medio termine di ridurre l’inquinamento dell’aria, e noi che qui abitiamo sappiamo quanto ne abbiamo urgente necessità. Un maggiore sviluppo della rete di mezzi pubblici resta prioritaria, ma questo pacchetto di misure è già un deciso passo avanti per la difficile situazione nelle regioni fortemente trafficate. Non dimentichiamoci infatti che la qualità dell’aria è un elemento fondamentale per la qualità di vita di tutti e il futuro delle giovani generazioni, come ci confermano i dati medici a nostra disposizione.

Per questo motivo invito i cittadini a sostenere la Strategia energetica in votazione il prossimo 21 maggio.

Il nucleare appartiene a un passato di paura ed incertezza

10 Ottobre 2016

flyer_iL’energia nucleare appartiene al passato, al periodo della guerra fredda e all’ansia di controllo centralizzato che ha caratterizzato quell’epoca storica. La possibilità di avere sott’occhio la produzione di energia elettrica, seppur per mezzo del pericolosissimo uranio, dava un senso di sicurezza ai governanti. Il pericolo di un incidente nucleare veniva compensato con la possibilità di essere energeticamente indipendenti, una volta comprato e stoccato l’uranio. Una realtà triste che ha condizionato la nostra vita ma che per fortuna è legata al passato. Al giorno d’oggi possiamo sostituire l’uranio con il sole, l’acqua e il vento. E possiamo farlo decentralizzando la produzione, e mettendoci quindi al riparo anche da attacchi terroristici che potrebbero paralizzare e distruggere il nostro Paese. Immaginate un attacco a una centrale nucleare con le conseguenti perdite di radioattività sul territorio: uno scenario da brividi!

Per fortuna, le alternative ci sono. Le tecnologie per l’uso delle energie rinnovabili sono disponibili, già ampiamente testate nella pratica e a costi accessibili. La Svizzera dispone di abbastanza potenziale per coprire il proprio fabbisogno elettrico con acqua, vento, biomassa, sole e geotermico. Tutte fonti rinnovabili e che ci rendono indipendenti dall’estero. E che ci permettono di fare qualcosa personalmente per l’indipendenza della nostra nazione: con un pannello solare posso produrre e vendere energia elettrica e contribuire al benessere del mio Paese.

Anche dal punto di vista economico, l’atomo non è un affare. L’uso di centrali nucleari in Svizzera crea pochi posti di lavoro: per reattore lavorano circa 400 dipendenti; al contrario le energie rinnovabili creano posti di lavoro permanenti e sensati all’interno di tutto il territorio svizzero: anche il Ticino ne può approfittare ampiamente, sia nel settore idrico che in quello solare. Per esempio, il settore economico delle energie rinnovabili in Germania ha sostituto negli ultimi anni 27 centrali nucleari della grandezza di Mühleberg e ha così generato 300’000 posti di lavoro.

Per quanto riguarda la svolta energetica, in Svizzera sussiste un potenziale lavorativo che ammonta a più di 10’000 nuovi posti di lavoro. Secondo uno studio della Fondazione Svizzera dell’energia SES per l’intera svolta energetica il potenziale ammonta a circa ulteriori 85’000 posti di lavoro. Posti di lavoro qualificati e ben distribuiti sul territorio. Per tutti questi motivi, vi invito, il 27 novembre a votare SÌ all’uscita pianificata dal nucleare entro il 2029.

Claudia Crivelli Barella

Sì all’iniziativa per un’economia verde

29 Agosto 2016

imagesLa Svizzera, luogo di incantevoli bellezze, è stata pioniera in materia d’innovazioni a tutela dell’ambiente in cui viviamo. Eppure, negli ultimi anni ha purtroppo perso questo importante ruolo pionieristico e d’esempio, ed è finita per classificarsi più in basso rispetto al passato in materia di protezione ambientale e di impronta ecologica. L’iniziativa per un’economia verde ribadisce l’importanza di modernizzare la legge sulla protezione dell’ambiente che data 1983, in modo che la Svizzera possa essere al passo con Paesi come la Finlandia o l’UE, che si sono posti l’obiettivo di un’economia sostenibile da qui al 2050.

L’iniziativa permette di ridurre la montagna di rifiuti che produciamo attualmente attraverso un migliore sistema di riciclaggio e una miglior valorizzazione dei materiali, con una particolare attenzione ai settori dove esiste un largo margine di miglioramento rispetto al sistema attuale, ovvero i materiali sintetici e gli scarti di costruzione. Con questa concezione moderna, la città di San Francisco ha raggiunto un tasso di riciclaggio dell’80% e mira per il 2020 al 100%!

Inoltre, si metterebbe un freno all’importazione di legno illegale. Le importazioni dall’estero (legno, olio di palma, soia) contribuiscono infatti al 70% dell’impatto ecologico svizzero.

L’economia verde creerebbe dei posti di lavoro di qualità; attraverso un utilizzo più efficiente delle risorse locali diminuirebbe il rischio di fluttuazioni del mercato dovute alla riduzione di materie sui mercati mondiali; l’applicazione di standard minimi per i prodotti importati permetterebbe di ridurre il dumping e di rinforzare la produzione indigena sostenibile, ad esempio sostituendo l’olio di palma con il locale olio di colza. Ultima considerazione importante: si ridurrebbe l’obsolescenza programmata, e i consumatori e le consumatrici avrebbero in tal modo a disposizione prodotti di qualità e di maggior durata, con minori imballaggi inutili e alla lunga dannosi per l’ambiente.

Claudia Crivelli Barella, granconsigliera per i Verdi

Economia verde al 28 agosto: da non mancare!

10 Agosto 2016

unnamedunnamed (1)Carissimi amici e simpatizzanti dei Verdi, in allegato trovate finalmente la locandina del nostro evento del 28 agosto (cliccate sulle immagini per leggere i dettagli e/scaricare la locandina). Come potete leggere ci saranno ospiti importanti, prima fra tutti Adèle Thorens consigliera nazionale ed ex coordinatrice del partito svizzero. Saranno presenti economisti del calibro di Sergio Rossi e Christian Marazzi, insomma ospiti di tutto riguardo.

Come potete leggere il programma é strutturato appositamente a blocchi ben precisi cosi da poter partecipare anche solo parzialmente. Per una buona riuscita dell’evento abbiamo bisogno di voi!

 

 

E’ possibile un reddito di base per tutti?

13 Maggio 2016

iniziativaRiprendo dal sito di teleticino l’articolo di presentazione e la trasmissione a cui ho partecipato mercoledì 11 maggio sul reddito di base.

Il link alla trasmissione video.

Ospiti di Alfonso Tuor alle 20.45: Claudia Crivelli Barella, Pierluigi Zanchi, Alex Farinelli e Sergio Morisoli

“E’ possibile un reddito di base per tutti?” è il titolo de “I conti in tasca” che andrà in onda mercoledì 11 maggio alle ore 20:45 su TeleTicino.

Il prossimo 5 giugno si voterà sull’iniziativa che propone un reddito di base incondizionato di 2’500 franchi al mese per ogni residente in Svizzera e 625 franchi per bambini e giovani. Questa proposta comporta un cambiamento radicale del modo di funzionare delle nostre economie e del nostro Stato sociale e propugna di fatto un nuovo modello di società. Di fatto separerebbe il conseguimento di un reddito dal lavoro e – come sostengono i promotori dell’iniziativa – permetterebbe ad ogni individuo il perseguimento dei suoi obiettivi di vita. Gli interrogativi, che solleva questa proposta, sono numerosi: quali conseguenze avrebbe sul mercato del lavoro e sul funzionamento dell’economia, anche perché questo reddito di base verrebbe versato anche a coloro che continuano a lavorare? Come si finanzierebbe questa operazione che costerebbe più di 200 miliardi di franchi? Quale sarebbe il futuro delle nostre istituzioni sociali, come AVS, Invalidità, Assicurazione contro la disoccupazione, ecc.?

Di questi temi discuteranno Claudia Crivelli Barella deputata dei Verdi e Pierluigi Zanchi favorevoli a questa proposta e Alex Farinelli deputato PLRT e Sergio Morisoli deputato Area Liberale, contrari.

Il link alla trasmissione video.

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