Interrogazione: Villaggio della Volpe

4 Ottobre 2016

Stazione San Martino MendrisioIl nostro settimanale “L’Informatore” nella sua edizione di venerdì 30 settembre 2016, fa notare (pag. 9) come la maggior parte dei clienti raggiunga il Fox Town (nome inglese in una terra dove l’idioma principale è l’italiano, affiancato dal dialetto, sigh!) in automobile: scarsa attenzione è riservata alla nuova stazione di San Martino (costata diversi milioni). Nella zona “non si vede alcun segnale indicatore della stazione. Nessuno ci ha pensato, né il comune, né le ferrovie, né i commerci. I clienti che escono dai negozi e si dirigono su Via Moree, attraverso il ponticello, fanno un lungo giro a piedi, navigatore in mano, prolungando inutilmente il tragitto su Via Martino, quando potrebbero raggiungere la stazione più brevemente passando tra il Centro San Martino e la Sintetica. Sul dépliant del Fox Town, Mendrisio è segnalata anche con l’immagine di un treno, oltre che con il simbolo dell’A9; ma agli ingressi e alle uscite del paradiso degli acquisti non c’è ombra di un indicatore della nuova stazione, costruita anche per quel tipo di utenza. Ben segnalato invece il servizio bus dell’autolinea”.

Trovando corrette queste informazioni e ringraziando il nostro settimanale, a nome del gruppo dei Verdi in Consiglio comunale domando dunque alle Autorità municipali:

  • Si intende posizionare dei cartelli e promuovere la mobilità ferroviaria e pedonale in direzione del centro commerciale “Villaggio della volpe”, oppure richiedere al Fox Town che ponga le indicazioni all’interno e all’esterno del centro, oltre che nel suo materiale pubblicitario?

Ringraziandovi per la risposta, porgo i sensi della nostra stima,

Claudia Crivelli Barella

Raddoppio del Gottardo: c’è un prima e vi sarà un dopo

5 Ottobre 2015

downloadGli ideologi dell’asfalto e i lobbisti dei camion UE che perorano la causa del raddoppio si concentrano solamente sul difficile periodo del risanamento, dimenticando che la politica inerente i trasporti, di cui il Gottardo fa pienamente parte, ha una storia più che decennale e che, passato il periodo del risanamento in Ticino sarebbe bello poter continuare a vivere, respirare e muoversi con la propria automobile.

Cominciamo dal passato: 20 anni fa il Popolo elvetico ha deciso che le merci UE in transito in Svizzera dovessero andare sul treno. Per questo motivo, e a più riprese, le cittadine e i cittadini hanno votato per la costruzione e per innumerevoli crediti supplementari per realizzare e far passare AlpTransit dal Ticino: 24 miliardi la spesa totale per l’opera ingegneristica del secolo, che verrà inaugurata tra 9 mesi. Raddoppiare il Gottardo autostradale, allargandolo per rendere più facile la percorrenza ai mega camion UE da 60 tonnellate, significa genuflettersi all’UE e confessare che abbiamo costruito AlpTransit ma che loro possono continuare a fare avanti e indietro sulle nostre autostrade. Il raddoppio, in altre parole, ignora bellamente e aggira in modo arrogante la volontà popolare di avere autostrade senza mezzi pesanti in transito: vale a dire, che non si fermano nemmeno a bere un caffè in Svizzera.

Ora, consideriamo anche il futuro, il dopo raddoppio. Al Brennero, che di corsie ne ha quattro, come il Gottardo dopo il raddoppio, di camion ne passano esattamente il doppio di adesso in Svizzera. Questi bisonti della strada se ne staranno incolonnati tra Chiasso e Lugano 24 ore al giorno, inquinando l’aria che respiriamo. Inoltre, con un raddoppio le misure di sicurezza che ora vietano ai camion che trasportano merci pericolose di transitare sotto al Gottardo sarebbero allentate e ci ritroveremmo delle mine vaganti viaggianti su e giù per tutto il Cantone: ogni incidente potrebbe trasformarsi in tragedia. Per di più ogni camion che transita sulle nostre autostrade usura la strada come 40’000 autovetture e inquina quasi dieci volte di più di un’auto. Nel Mendrisiotto e nel Luganese, già martoriati dal traffico proveniente da sud, sarebbe la fine. Già ora abbiamo l’aria peggiore della Svizzera, con 2 milioni di camion non potremo nemmeno lasciar giocare i nostri figli in giardino.

Chi sostiene il raddoppio si renda conto che sostiene i lobbisti del cemento e degli autotrasporti e che così facendo, augura una qualità di vita notevolmente peggiore a sé e ai propri figli.

Claudia Crivelli, Candidata per i Verdi al Consiglio Nazionale

Ancora sulle merci pericolose e il raddoppio del Gottardo

20 Dicembre 2014

Claudia Crivelli Barella merci pericoloseQualche giorno fa il presidente dell’Astag, la potente lobby degli autotrasportatori, se l’è prese con me per il mio articolo sull’allentamento delle misure di sicurezza per quanto riguarda il passaggio delle merci pericolose sotto al Gottardo in caso di raddoppio. Dopo il TCS per voce di Renato Gazzola, ecco anche l’Astag a scagliarsi veementemente contro il dato di fatto che un raddoppio spalancherebbe la strada a camion pieni di veleni sulle nostre autostrade. Pubblico qua la risposta che ho spedito ai giornali. Tutto il dossier riguardo la questione raddoppio-trasporto di merci pericolose (interrogazioni parlamentari, risposta scandalosa del governo, lettere, ecc.), lo trovate a questo link. Qui invece trovate un articolo che mi ha inviato Andreas Barella, coordinatore per la Svizzera italiana del Comitato nazionale “No al raddoppio”. Da leggere e meditare!

Contro il raddoppio basta informarsi. Nella rubrica dei lettori del Corriere del Ticino ho letto uno scritto del signor Waldo Bernasconi, presidente della sezione ticinese dell’Astag, che se la prende veementemente con le mie affermazioni contro il raddoppio del San Gottardo e il probabile allentamento delle misure di sicurezza per il trasporto di merci pericolose, in modo direi offensivo. Caro signore, certo che da un deputato al Gran Consiglio ci si aspetta moderazione e riflessione: nessuno può, in coscienza, accusarmi di mancare di queste qualità. Le mie affermazioni sono condivise da molti ticinesi e sostenute dal Comitato contro il raddoppio, il quale ha lanciato un referendum il cui risultato verrà presentato a breve: saranno i cittadini e le cittadine a dire ciò che desiderano per il futuro dei nostri figli. Invito tutti ad informarsi approfonditamente su questo importante tema, lontani da ideologie e da lotte di lobby che portano solo ad attacchi personali e ad offuscare i fatti. Trovate materiale per valutare con coscienza le ragioni del no al raddoppio sul sito dell’iniziativa delle Alpi (alpeninitiative.ch) e, nel piccolo, sul mio: crivellibarella.info.

Raddoppio del Gottardo: vogliamo sicurezza subito!

20 Dicembre 2014

downloadRicevo e pubblico questo contributo di Andreas Barella, coordinatore per la Svizzera italiana del Comitato nazionale “No al raddoppio”. Grazie mille Andreas! Intanto ieri è stato annunciato che il referendum è riuscito a tempo di record: 100’000 firme contro il raddoppio in meno di due mesi. Un successo! E sembra che il Ticino sia tra i Cantoni che più hanno contribuito alla raccolta.

“I fautori del raddoppio del Gottardo, Consiglio federale in testa continuano a dire che “per tutti è chiaro che un secondo tubo aumenterebbe la sicurezza”. Sarà anche chiaro, ma studi che confermano questa idea non ce ne sono. Anzi, gli studi affermano proprio il contrario, vale a dire che una seconda canna non migliorerebbe la situazione. Inoltre con 500 veicoli in più al giorno (un’inezia) la sicurezza all’interno delle due gallerie diverrebbe peggiore di come è adesso. Chi dice di avere a cuore la sicurezza degli automobilisti dovrebbe tener conto di questa realtà. Una cosa è la soggettività e un’altra i dati oggettivi. Che i politici sfruttino le nostre paure per fare i loro interessi finanziari è prassi comune, direte voi. Bene, l’importante è saperlo. Poi si può decidere che va bene lo stesso. E che va bene regalare miliardi dei nostri franchi a chi già ne ha parecchi. E che va bene anche che queste persone per metterseli in tasca manipolino in modo improprio e scorretto le nostre paure più recondite, quelle inerenti la sicurezza. Ci vendono paure da alleviare con soluzioni inutili ma che costano miliardi.

Ma vediamo un po’ di dati. Mi scuso per la contabilità macabra, e siamo tutti d’accordo che farla è spiacevole e che ogni morto è un morto di troppo, ma visto che i nostri politici non ci presentano i fatti come stanno ma speculano a fare i terroristi spaventandoci, ecco qualche notizia in più. Tra il 2003 e il 2013 si sono registrati 23 feriti gravi e 8 decessi nella galleria autostradale del San Gottardo. Quindi 31 vittime (decessi e feriti gravi) in 11 anni. Ogni anno in Svizzera, ripeto: ogni anno, ci sono 720 vittime sulle strisce pedonali (20 morti e 700 feriti gravi). In Ticino ci sono state nel 2010, tanto per fare un esempio, 10 morti sulle strisce pedonali e in media sono almeno 4 all’anno. Facciamo due rapidi calcoli: in 11 anni nel Gottardo son morte 8 persone e 23 sono rimaste ferite; sulle strisce pedonali del nostro Cantone Ticino nello stesso periodo son morte più di 50 persone e ben più di 500 sono rimaste gravemente ferite. 31 vittime nel Gottardo, 550 sulle strisce pedonali ticinesi! E vediamo anche chi sono le vittime: il 23% sono bambini sul tragitto casa-scuola, il 35% delle vittime ha più di 64 anni! Queste 550 vittime, con le loro famiglie, però non hanno diritto di sdegno per i nostri politici. A pensar male si fa peccato, ma vien da dire che il motivo è che non ci sono in ballo una montagna di soldi nella sicurezza sulle strade comunali e cantonali.

Ora i nostri politici a Berna sbraitano sulle loro bacheche facebook che la sicurezza è importante, ma poi di fatto non fanno nulla per migliorarla, nemmeno nel Gottardo. Qualche mese fa, a precisa richiesta di abbassare la velocità in galleria, di porre dei guardrail retrattili che eviterebbero gli scontri frontali (e che costerebbero alcune decine di milioni e non 3 miliardi come il raddoppio) hanno risposto con dileggi e insulti. A noi la sicurezza interessa subito, non tra venti anni. Ai politici interessa costruire un secondo tubo, la sicurezza è solo una parola vuota con cui riempirsi la bocca fingendo sdegno. Fatti vogliamo da voi, cari politici, e non parole vuote. Vogliamo la sicurezza subito: duratura e per tutti.”

Andreas Barella, Coordinatore per la Svizzera Italiana “No al raddoppio del Gottardo”

LINK UTILI
Il sito ticinese contro il raddoppio, ricco di informazioni, argomentari, rassegna stampa…
Il sito della campagna nazionale contro il raddoppio
La pagina facebook contro il raddoppio: iscrivetevi!

Le merci pericolose e il raddoppio: risposta a Renato Gazzola del TCS

4 Dicembre 2014

downloadHo spedito questa lettera ai giornali dopo la risposta di Renato Gazzola (eccola per vostra informazione: 141120 CdT Lettera Gazzola), al mio precedente intervento sulla questione del trasporto di merci pericolose e il raddoppio del Gottardo.

Spiace vedere Renato Gazzola, rappresentante del TCS, che reputo un’associazione seria e ponderata, mettersi a sparare contro le persone invece che sugli argomenti, che tanto dovrebbe conoscere bene vista la sua professione. Mettiamo i puntini sulle i su quanto Gazzola ha affermato commentando un mio scritto sul trasporto di merci pericolose in caso di raddoppio.

Le merci pericolose attualmente passano sotto al San Gottardo caricate su treni che scendono la Leventina, passano da Bellinzona e escono in Italia da Luino. Il loro transito è risparmiato al Sottoceneri, densamente popolato proprio per via della pericolosità delle sostanze tossiche trasportate. Il Signor Gazzola cita il comunicato stampa del Consiglio federale del 29 ottobre, ma evidentemente ne ha letto solo un pezzo. Nel suo comunicato il Consiglio federale sottolinea sì che al Gottardo il trasporto delle merci pericolose resterà limitato anche qualora si realizzasse una seconda galleria stradale. Ma Gazzola dimentica di dire che visto che questa limitazione è fissata solo in un’ordinanza, il Consiglio federale può cambiarla in qualsiasi momento senza una votazione popolare. Inoltre, con due canne di galleria, sarà più difficile motivare il mantenimento delle restrizioni per le merci pericolose per questioni di sicurezza, come affermato dal Consiglio federale stesso in risposta a una precisa domanda di un parlamentare. Il Consiglio federale ha appena tolto tutte queste restrizioni nella galleria a due tubi del Seelisberg. E a differenza del Seelisberg, se si raddoppia la galleria stradale del Gottardo, il tunnel avrà sia una corsia di sicurezza sia un cunicolo di salvataggio separato. Tecnicamente il Gottardo sarà più sicuro del Seelisberg. Conseguenza logica: col raddoppio la Svizzera rischia che il Gottardo diventi l’asse di transito europeo per le merci pericolose, e questo da Chiasso a Basilea e non solo nella galleria stessa.

Un ultimo dettaglio: gli asili non sono costruiti sull’autostrada, dice Gazzola. Vero, però sono molto vicini. La nostra autostrada attraversa spesso i centri urbani: per fare un esempio a Chiasso tutto il complesso scolastico (asilo, elementari, medie e commerciali) è a 50 metri dall’autostrada, e per fare un altro esempio, a Pambio Noranco c’è un asilo a pochi passi dallo svincolo di Lugano sud. Ma anche a Mendrisio l’asilo sud è a poche centinaia di metri in linea d’aria dall’autostrada. E chissà quanti altri asili, case per anziani, scuole. Ognuno faccia un rapido esame della situazione nel suo comune. In caso di un incidente con merci tossiche queste si spanderebbero in aria e andrebbero a colpire moltissime persone.

Chiudere gli occhi sui fatti come stanno, caro Signor Gazzola, non ci preserva dai pericoli che questi comportano. Far finta che camion pieni di veleni transitino sulle nostre strade dicendo che sono innocui non ci proteggerà in caso di incidente. Un secondo tubo peggiorerà la sicurezza di tutti i ticinesi che abitano nel raggio di qualche chilometro dall’autostrada. I camion pieni di materiale pericoloso sfrecceranno di fianco alle nostre case, che le piaccia o no. Altro che sicurezza aumentata.

Il referendum procede spedito, vi invito a rispedire le cartoline firmate al più presto.

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