Interrogazione – Osservatorio astronomico del Monte Generoso

27 Aprile 2020

Signor Sindaco, Signora e Signori Municipali,

avvalendoci delle facoltà date dall’art. 65 LOC e 34 del regolamento comunale, a nome del gruppo Insieme a Sinistra e dei Verdi, presentiamo la seguente

Interrogazione – Osservatorio del Monte Generoso: un barlume di speranza?

Dall’edizione di mercoledì 23 aprile 2020 del Corriere del Ticino (cfr. “Una speranza nel cielo momò”, John Robbiani e Lidia Travaini), apprendiamo di un primo incontro svoltosi ad inizio settimana tra le autorità dei Comuni coinvolti e la direzione della Ferrovia Monte Generoso sulla questione del paventato spostamento oltre Gottardo dell’Osservatorio astronomico del Monte Generoso.

In qualità di estensori del primo atto parlamentare sul tema (cfr. Interpellanza del 23 febbraio 2020, “Non spegniamo la passione per le stelle in vetta al Generoso”) e di promotori della petizione online a favore del mantenimento della struttura – petizione che, ad oggi (le sottoscrizioni sono ancora aperte), vale la pena ricordarlo, ha raccolto oltre 2’200 firme – non possiamo che sperare in una risoluzione positiva della vicenda, ovvero in un ravvedimento da parte della SA che fa riferimento a Migros.

A quanto risulta dalla lettura dell’articolo menzionato in apertura, parrebbe che il nodo da sciogliere per far sì che l’Osservatorio astronomico non venga trasferito sul Gurten sia legato alla gestione della struttura – da parte di enti pubblici o di associazioni private – e verosimilmente all’assunzione dei costi che essa dovrebbe generare.

Ben consapevoli del fatto che ci troviamo in una fase interlocutoria e che le trattative sono appena state avviate, ci permettiamo di interrogare il lodevole Municipio sulle seguenti questioni:

1) Al fine di trovare una soluzione duratura per il finanziamento della struttura e considerata l’importanza cantonale del sito, i Comuni coinvolti non ritengono opportuno coinvolgere il Cantone, chiedendo ad un rappresentante del Consiglio di Stato di sedere al tavolo delle trattative?

2) Sempre a questo proposito e partendo dai medesimi presupposti della domanda precedente, i Comuni coinvolti hanno intenzione di allargare la cerchia degli interlocutori, oltre all’Organizzazione turistica regionale, anche all’Ente Regionale dello Sviluppo del Mendrisiotto e Basso Ceresio?

3) Il Municipio di Mendrisio ha richiesto la sottoscrizione di una lettera di sostegno a favore del mantenimento dell’Osservatorio astronomico a tutti i Comuni del Distretto?

4) A conoscenza del Municipio, quali sono i contenuti della risposta del Dipartimento Educazione, Cultura e Sport (DECS) alla petizione promossa dagli studenti liceali? Il Municipio non ritiene opportuno sollecitare una presa di posizione del Dipartimento o, meglio ancora, dell’intero Consiglio di Stato?

Ringraziando l’Esecutivo per i passi intrapresi nella direzione del mantenimento dell’Osservatorio astronomico e in attesa delle vostre puntuali risposte, porgiamo i nostri migliori saluti.

Per i Verdi: Andrea Stephani, Claudia Crivelli Barella, Daniela Carrara

Per Insieme a Sinistra: Françoise Gehring, Grazia Bianchi, Daniele Stanga, Marion Bernardi

Interrogazione – La scuola/l’aula nel bosco come strumento di educazione ambientale

4 Dicembre 2019

Signor sindaco, signori municipali,

avvalendoci delle facoltà date dall’art. 66 LOC e 34 del regolamento comunale, a nome del gruppo Insieme a Sinistra  dei Verdi, presentiamo la seguente

Interrogazione – La scuola/l’aula nel bosco come strumento di educazione ambientale

La scuola nel bosco è un movimento che ha avuto origine in Scandinavia ed è stato esteso a tutta l’Europa a partire dal 1990. Essa utilizza l’ambiente esterno per permettere ai bambini di imparare e crescere attraverso una pedagogia attiva. Il bosco diventa un “laboratorio”, una risorsa multidisciplinare dove si possono vivere esperienze nuove e originali, utilizzando le mani, la mente, il corpo e tutti i sensi. E’ ampiamente dimostrato e documentato che la frequentazione regolare di una scuola nel bosco influisce in modo significativo e profondo sullo sviluppo del bambino, andando ben oltre il margine del bosco.

Attraverso l’educazione ambientale inoltre si stimola il bambino alla conoscenza della natura, al rispetto e all’amore verso di essa e ciò farà sì che da adulti prenderanno a cuore i boschi dei propri dintorni.

Secondo Anna Persico, segretaria del Gruppo di educazione ambientale della Svizzera italiana (GEASI), promuovere la pedagogia attiva nella natura è un approccio pratico che incoraggia i partecipanti a rapportarsi con l’ambiente tramite esperienze vissute con tutti i sensi.

La responsabile cita la positiva esperienza de “La casa del Signor Bosco” un progetto di scuola dell’infanzia nel bosco che da dieci anni viene proposto da WWF Svizzera e dal Centro natura Vallemaggia per le scuole pubbliche. Sono quasi una cinquantina le classi che vi hanno aderito (fonte: articolo apparso sulla Regione il 14 gennaio 2019)

In base ai dati reperibili sul sito “naturalmentescuola.ch”, attualmente in Ticino ci sono: Aula sull’acqua a Muzzano: Aula nel bosco all’Alpe Pazz, Novaggio; Scuolabosco ad Arcegno; Aula nel bosco sui monti Saurù, Lumino; Aula del bosco del Patriziato di Faido; aula nel bosco a Bioggio e Capriasca.

Nel 2018, per esempio, il Municipio di Lugano aveva licenziato il messaggio con la richiesta di un credito per la realizzazione di un’aula nel bosco in prossimità della vetta del Monte Brè, destinata agli allievi delle scuole elementari e dell’infanzia. Progetto, poi accolto dal Consiglio comunale (18.12.2018) con un duplice obiettivo: valorizzare il patrimonio paesaggistico presente sul territorio comunale e promuovere, nel pregiato contesto boschivo del Monte Brè. Il finanziamento dell’opera sarà in parte coperto grazie al sostegno di enti pubblici e sponsor privati.

Da nostre informazioni risulta che il comune di Stabio sia interessato a creare un’aula nel bosco da inserirsi nel  contesto del Parco del Laveggio, Parco che interessa direttamente anche  Mendrisio.  Sarebbe interessante offrire anche questa possibilità per ampliare le attività didattiche delle scuole di Mendrisio, garantendo maggiori risorse. Investire nella scuola, nell’educazione e nell’istruzione, significa investire nel futuro.

Fatte queste premesse chiediamo al Municipio

  • Come valuta i progetti di scuola/aula nel bosco?
  • Ci sono le premesse per realizzare un simile progetto a Mendrisio?
  • Quale zona potrebbe essere interessata?
  • Come vede un’eventuale collaborazione con il progetto di Stabio?
  • Quale potrebbe essere la tempistica?
  • Sull’esempio di Lugano, il Municipio potrebbe ipotizzare un partenariato pubblico/privato?

Françoise Gehring,  Claudia Crivelli  Barella, Grazia Bianchi, Daniela Carrara.

 

Maggiori info:

Gruppo di educazione ambientale della Svizzera italiana

www.geasi.ch

 

Sito Natutalmente scuola

http://naturalmentescuola.ch

 

Articolo di apprfondimento di Anna Persico

https://m4.ti.ch/fileadmin/DECS/DS/Rivista_scuola_ticinese/ST_n.313/ST_313_Persico_Le_aule_nella_natura.pdf

 

Elenco messaggi approvati, Lugano

http://cc.lugano.ch/Messaggi/messaggi-approvati.html

 

Tesi di Valentina Balestra (bachelor Supsi): Dall’aula scolastica al bosco

http://tesi.supsi.ch/2064/1/LD_Valentina_Balestra.pdf

Non lasciateci soffocare! Appello al Governo ticinese

6 Febbraio 2017

Abbiamo spedito questo appello da diversi comuni del Mendrisiotto. Ecco qua il resoconto de LaRegione del 6 febbraio 2017: Appello dei Verdi Smog Mendrisiotto

I consiglieri comunali di Mendrisio, di tutti i partiti, deplorano la decisione di abbandonare le misure speciali anti smog dopo nemmeno 48 ore dalla messa in esercizio delle stesse.

Mendrisio e il Mendrisiotto stanno soffocando nelle polveri fini, con valori che superano del triplo i limiti previsi per legge.
Tre giorni fa sono state introdotte delle normative speciali che sono rimaste in vigore per un lasso di tempo che ci permettiamo di definire ridicolo. Come si può pensare di risolvere il problema delle PM10 con un paio di giorni di misure palliative?

I comuni del Basso Mendrisiotto chiedono a gran voce al nostro governo di chinarsi seriamente sul problema e elaborare con priorità massima delle strategie di miglioramento della qualità dell’aria a lungo termine. Non è pensabile di agire sempre e solo quando la situazione è ormai degenerata.
Il nostro distretto sta vivendo una grave crisi sanitaria e ambientale e in questo momento di emergenza abbiamo bisogno di un governo coraggioso che sappia compiere scelte importanti, magari non sempre condivisibili da tutti, in favore dei suoi cittadini e per la difesa della salute pubblica.

Claudia Crivelli Barella, I Verdi, Daniela Carrara, Tiziano Fontana, Françoise Gehring, Insieme a sinistra, Andrea Ghisletta, Francesca Luisoni, PPD

INTERROGAZIONE: Il Ndrisiome, una moneta per Mendrisio

16 Gennaio 2017

Un collettivo di cittadini vuole lanciare il Farinet, una valuta circoscritta al cantone Vallese per favorire l’economia (www.ticinonews.ch/svizzera/329557/il-vallese-avra-la-propria-moneta-locale). Il lemanico, la moneta locale della regione transfrontaliera del Lago di Ginevra, è sbarcato recentemente anche a Losanna. Dalla sua creazione, nel settembre 2015, la moneta era utilizzata soprattutto in Francia e a Ginevra. Attualmente, circola in circa duecento attività, tra negozi e imprese.

L’idea di una moneta cittadina è presente in una sessantina di Paesi del mondo (cfr il film Domani www.domani-ilfilm.it ) ed ha portato ad un rilancio dell’economia di diversi paesi britannici. Dagli anni ’90 il mondo sta vivendo lo sviluppo di questa moneta e  a livello mondiale ci sono attualmente 5000 monete complementari utilizzate attraverso sistemi variegati in diverse comunità.

Le valute complementari sono strumenti di commutazione con cui è possibile scambiare beni e servizi affiancando il denaro ufficiale (rispetto al quale sono complementari). La base fondamentale della moneta complementare non è la dimensione pubblica e legale della moneta, ma quella più propriamente contrattuale degli accordi anche di tipo associativo, a sostegno della sua emissione e accettazione come mezzo di pagamento.

In altre parole, le monete complementari aderiscono alla definizione antica di denaro, ossia un accordo all’interno di una comunità che accetta di utilizzare “qualcosa” come bene di scambio riconosciuto. Le comunità che “emettono” valute complementari sono dei tipi più diversi: città, cooperative, associazioni, ma anche aziende che offrono un servizio a cui aderiscono persone fisiche ed aziende. Le valute locali sono strumenti di scambio, utilizzati su base volontaria, con cui è possibile scambiare beni e servizi. Ogni valuta ha un rapporto di cambio con la moneta ufficiale, solitamente la parità.

Prima di procedere oltre è fondamentale ricordare alcuni punti chiave: in primis questi nuovi circuiti monetari non generano interessi e servono solo a rimettere in moto gli scambi. La moneta locale non crea debito ma serve principalmente al rilancio delle economie locali.

In diverse interrogazioni, i partiti si sono chinati sul problema del nucleo di Mendrisio, che sta lentamente morendo. Dove prima c’erano commerci, oggi ci sono assicurazioni o uffici, che di certo non contribuiscono ad animare il centro e a rendere attrattivo il nucleo di Mendrisio. Un nucleo che ha assolutamente bisogno di essere rilanciato, portando nuova linfa e nuova vita. Sarebbe importante non solo per la cittadinanza, ma anche per il turismo.

Sarebbe pertanto una buona idea realizzare anche per Mendrisio una moneta che funga da scambio per i commerci e le attività locali. Si potrebbe chiamare Ndrisiome omaggio all’arpaiudre, l’antica parlata segreta dei momò.

Con la presente interrogazione chiediamo dunque al lodevole Municipio se intende studiare la possibilità di introdurre una moneta locale per la Città di Mendrisio.

 

Claudia Crivelli Barella, I Verdi, Andrea Stephani, I Verdi, Françoise Gehring, Insieme a Sinistra

Cambiamento della forma giuridica delle Aziende Industriali di Mendrisio: da aziende municipalizzate a società anonima

8 Novembre 2016

AIMI Verdi di Mendrisio si oppongono al cambiamento della forma giuridica delle Aziende Industriali di Mendrisio: preferiscono che le AIM rimangano un’aziende municipalizzata e non divengano una società anonima. In riguardo al MM61-2015 potete leggere qua il Rapporto di minoranza scritto da Francoise Gehring e firmato anche da me.

 

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