OBV: Sui reparti di ostetricia, neonatologia e pronto soccorso pediatrico la guardia deve rimanere altissima

10 Luglio 2020

Vi ricordo anche l’interrogazione sul tema che ho inoltrato il 25 maggio, firmata dai/dalle deputati/e del Mendrisiotto, e che trovate qui.

L’AlternativA – Verdi e Sinistra insieme tira solo momentaneamente un sospiro di sollievo, nell’apprendere che il primo di agosto i reparti di ostetricia, neonatologia e pronto soccorso pediatrico torneranno sotto il tetto dell’OBV. Momentaneamente perché dall’incontro – organizzato dal presidente del Gran Consiglio e municipale di Mendrisio Daniele Caverzasio – tra politici del distretto e alcuni amministratori locali e i vertici dell’OBV e dell’EOC, non sono emerse granitiche certezze.  I reparti menzionati, determinati anche dalla pianificazione ospedaliera, restano. Ma la spada di Damocle sembra essere lì, pronta ad uscire dal cono d’ombra.

È stato detto che l’attività del reparto è troppo bassa per garantire a medio lungo termine la qualità delle cure. Ma di fatto partorire all’OBV – unico centro ospedaliero ad avere un innovativo dipartimento donna-bambino – è sicuro come altrove.

La politica è stata compatta e chiara: non si capisce perché a Lugano rimarrebbero due strutture (ospedali Sant’Anna e Civico) e nel Mendrisiotto neppure una! Nell’ottica della medicina di prossimità – rivendicata anche da un’iniziativa popolare – privare in futuro il Mendrisiotto di questi reparti così sensibili e strategici, è inaccettabile. L’obiettivo dell’EOC è di garantire una medicina di qualità in sicurezza e a costi sostenibili, ma il criterio di prossimità non può essere sacrificato. Specialmente quando si parla dei reparti di ostetricia, neonatologia e pronto soccorso pediatrico.

Servono maggiori risorse finanziarie? Lo si dica chiaramente. Ma il punto è che sono in vertici dell’EOC e dell’OBV a dover credere in questo servizio. Fondamentale in un distretto e per un distretto, che non può essere impoverito sul piano della qualità sanitaria. Il settore della sanità pubblica deve essere rafforzato, non indebolito. E mai come in questo periodo difficile per tutti, ci si è resi conto di  quanto la prossimità sia importantissima come elemento della qualità della vita e del benessere della popolazione.

Popolazione che aveva sostenuto l’Iniziativa popolare “Giù le mani dagli ospedali” (lanciata dall’MPS) respinta per un pelo (48,71% di voti favorevoli). L’iniziativa chiedeva, tra l’altro “di garantire nei quattro ospedali regionali di Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio reparti di medicina interna, chirurgia, pediatria, ginecologia, ostetricia e terapia intensiva”.

Strappare all’OBV reparti così sensibili, rappresenta come detto una decisione poco lungimirante nell’ottica della qualità delle cure, della medicina di prossimità e di una medicina finalmente più attenta alle questioni di genere.

L’Alternativa –Verdi e Sinistra insieme mantiene alta la guardia ed è pronta a scendere in campo con tutte le forze politiche che si schiereranno a favore del mantenimento dei reparti “a rischio”.

Interrogazione – Piccole aziende tagliate fuori dai contributi per biciclette aziendali?

1 Luglio 2020

Uno degli effetti positivi della crisi dovuta al Covid 19, per tanti altri versi devastante, è stata la rinascita, a livello mondiale, della bicicletta come mezzo di trasporto.

Infatti è uno dei migliori mezzi per garantire la distanza sociale se si vuole evitare un uso massiccio dell’automobile (spesso guidata da una persona sola).

Tanti governi nazionali, regionali e locali hanno abbracciato e sostenuto questa tendenza con sussidi e nuove piste ciclabili[1]. In Ticino, per alcuni aspetti, pare che si stia andando in direzione opposta.

Ci riferiamo al Decreto esecutivo concernente la concessione di contributi per la mobilità aziendale del 15 marzo 2016[2] e al suo più recente emendamento del 22 aprile 2020 (in piena pandemia Covid-19) che ha ristretto la concessione dell’incentivo alle aziende medio-grandi, attraverso la limitazione del sussidio per la realizzazione di posteggi per biciclette e per l’acquisto di biciclette alle sole aziende con più di 10 dipendenti.

In particolare, nell’articolo 7 – Parametri per il contributo e modalità di pagamento – cpv. b – Biciclette aziendali – è stata introdotta la modifica “per singole aziende con più di 10 dipendenti”.

È difficile comprendere perché, proprio in un periodo nel quale sarebbe più indicato un sostegno alle piccole imprese e alla mobilità sostenibile, sia stata inserita una modifica che esclude dalla possibilità di usufruire di un importante incentivo più del 90% delle imprese del Ticino[3].

Ci risulta anche che la Sezione della mobilità applichi misure sempre più restrittive per la concessione dell’incentivo, con l’argomentazione che le bici aziendali debbano essere condivise, principio non contenuto nel decreto legislativo. Applicando questo criterio le biciclette e e-bikes utilizzate principalmente per il percorso casa – lavoro non sarebbero più sussidiabili. È infatti difficilmente immaginabile la condivisione, da parte del personale di un’ azienda, di una bicicletta utilizzata per questo scopo a meno che i dipendenti abitino tutti nello stesso luogo.

Escludere l’obbligo della condivisione della biciletta dai parametri per l’assegnazione del contributo cantonale (come previsto dal decreto attuale) rappresenta, a nostro avviso, un punto di forza. Il decreto incentiva l’uso della bicicletta grazie al contributo finanziario ma anche alla libertà di scelta: combina infatti un interesse privato con un interesse comune, rendendo le biciclette aziendali ma anche personali. Così le aziende e i loro dipendenti sentono le bici più proprie, le trattano di conseguenza e possono utilizzarle in maniera efficiente per i tragitti casa-lavoro.

Chiediamo pertanto al Consiglio di Stato:

  1. Per quale motivo è stato escluso oltre il 90% delle aziende ticinesi dalla possibilità di beneficiare di un contributo per le biciclette e e-bikes?
  2. Come sono cambiate le richieste di contributi da parte delle aziende e la concessione degli stessi da parte del Cantone dall’introduzione del limite dei 10 dipendenti (Art 7 cpv. b del decreto esecutivo), in termini monetari e in numeri assoluti e relativi?
  3. Corrisponde al vero che il Cantone concede il contributo per le biciclette per la mobilità aziendale solo se queste ultime sono obbligatoriamente condivise all’interno dell’azienda? In caso affermativo come mai questo criterio non è previsto dal decreto esecutivo concernente la concessione di contributi per la mobilità aziendale?
  4. Non ritiene che applicando questo principio si ostacoli l’utilizzo per i tragitti casa – lavoro, mettendo a repentaglio l’obiettivo ultimo del decreto, ovvero la riduzione del traffico motorizzato sulle nostre strade?
  5. Le biciclette sussidiate nell’ambito della mobilità aziendale sono quindi intese per gli spostamenti tra una sede e l’altra di aziende di grandi dimensioni (p.es. campus industriali) o per i tragitti sede aziendale – cliente? Il CdS ritiene che una tale offerta corrisponda alla realtà delle aziende ticinesi e risponda alle loro necessità?

Ringraziamo per le risposte, con stima,

I Granconsiglieri Nicola Schoenenberger, Claudia Crivelli Barella, Cristina Gardenghi, Marco Noi, Samantha Bourgoin, Andrea Stephani

[1] P.es. https://www.ilsole24ore.com/art/fase-2-ecco-tutti-incentivi-arrivo-bici-e-monopattini-ADrQhsN

[2] https://m3.ti.ch/CAN/RLeggi/public/index.php/raccolta-leggi/legge/num/452#_ftnref10

[3] https://www.swissinfo.ch/ita/ticino-terra-di-microimprese–il-91-5–ha-meno-di-10-dipendenti/42827574

MOZIONE – Alimentazione sostenibile nelle mense scolastiche cantonali

10 Giugno 2020

Gli impatti delle nostre scelte alimentari – Davanti all’alloggio e alla mobilità, l’alimentazione è il settore dei consumi e della produzione con il maggiore impatto sull’ambiente in Svizzera (1). La produzione di alimenti richiede prezioso spazio, ingenti quantità di acqua, fertilizzanti, prodotti fitosanitari ed energia (soprattutto fossile) per sostenere i processi meccanizzati e le coltivazioni in serra. Ci sono poi gli impatti derivanti dalla trasformazione, l’imballaggio, la vendita e dalla conservazione delle derrate alimentari, legati soprattutto alle cospicue quantità di energia che queste attività richiedono. Anche il trasporto gioca una parte importante nell’ispessire il carico ambientale della nostra alimentazione, soprattutto nel nostro paese, in cui una parte considerevole dei prodotti alimentari che consumiamo proviene dall’estero o fa capo a filiere produttive internazionali che comportano l’importazione di prodotti, foraggi e mezzi di produzione…

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Interrogazione – Il Mendrisiotto merita i reparti di ostetricia, neonatologia e pronto soccorso pediatrico all’OBV

25 Maggio 2020

Onorevole Consigliere di Stato Raffaele De Rosa, Consiglio di Stato tutto,

l’ipotesi che abbiamo sentito dalla stampa di smantellare all’OBV (Ospedale Beata Vergine) i reparti di ostetricia, neonatologia e pronto soccorso pediatrico, è a nostro avviso da scongiurare con la massima risolutezza.  Comprendiamo come l’emergenza legata al Covid-19 abbia imposto una temporanea riorganizzazione dell’assetto ospedaliero, ma non capiamo per quale motivo i reparti spostati temporaneamente  a Lugano non debbano fare rientro a casa, cioè all’Ospedale Beata Vergine, assicurando così al Mendrisiotto un servizio pubblico di prossimità efficiente.

Cogliere l’emergenza Covid-19 – di cui nessuno mette in discussione la buona gestione nella fase più drammatica e acuta – per procedere a ristrutturazioni così importanti, ci pare insensato.  E costituisce un attacco alla medicina di prossimità in un momento in cui è assolutamente necessaria.

Crediamo che una decisione del genere dovrebbe prima passare formalmente dalla nuova pianificazione ospedaliera, che vedrà il giorno speriamo prima della fine della legislatura, e non decisa in regime di necessità, urgenza o straordinarietà che denominar si voglia.

Ricordiamo che l’Iniziativa popolare “Giù le mani dagli ospedali” (lanciata dall’MPS) aveva raccolto il 48,71% di voti favorevoli. Ed era stata respinta per poco. L’iniziativa chiedeva, tra l’altro “di garantire nei quattro ospedali regionali di Bellinzona, Locarno, Lugano e Mendrisio reparti di medicina interna, chirurgia, pediatria, ginecologia, ostetricia e terapia intensiva” rispondendo chiaramente alla sensibilità della popolazione”.

Strappare all’OBV reparti così sensibili, rappresenta come detto una decisione poco lungimirante nell’ottica della qualità delle cure, della medicina di prossimità e di una medicina finalmente più attenta alle questioni di genere. Se consideriamo che Mendrisio è l’unico ospedale in Ticino con un Dipartimento donna-bambino – dove sotto un unico cappello vengono integrate l’attività dei reparti di ginecologia, ostetricia, pediatria e neonatologia – le intenzioni dell’EOC risultano incomprensibili. Anche perché tradisce i principi che ne hanno portato alla nascita. Sul sito dell’EOC leggiamo infatti:

La presenza di team specialistici (ostetriche, infermiere pediatriche, infermiere in neonatologia, ecc) con forte esperienza nel campo tecnico accompagnata da una accresciuta sensibilità e competenza per gli aspetti relazionali è stata la scintilla che ha prodotto la nuova visione della presa a carico della famiglia. Molto è stato fatto in questi anni all’OBV per accogliere il bambino e la donna senza trascurare la loro dimensione famigliare. L’Ospedale di Mendrisio è il primo dell’EOC ad istituire un dipartimento che coniughi la presa a carico integrata con una nuova realtà logistica. Grazie alla nuova impostazione delle attività i curanti possono seguire il paziente ed avere un contatto con il suo ambiente famigliare in modo più personalizzato, con grande attenzione verso la qualità e la sicurezza, se necessario anche dopo la dimissione.

Il personale dei quattro reparti, che da tempo, insieme ai medici, aveva avvertito la necessità del cambiamento, si è impegnato a fondo nella nascita del progetto. Sono state considerate alcune tendenze in atto, come l’evoluzione delle cure ai bambini (meno ricoveri, più cure ambulatoriali e in day hospital), la diminuzione di molte malattie grazie p.es. alla prevenzione e alle vaccinazioni, il bisogno di un pronto soccorso pediatrico sulle 24 ore. La nuova organizzazione del lavoro ha richiesto a ciascuno di mettere a disposizione le proprie competenze professionali specialistiche in una prospettiva integrata. Il Dipartimento è stato avviato gradualmente negli ultimi mesi e il bilancio è positivo. Sul quarto piano dell’OBV è stato costituito uno spazio privilegiato per la cura delle donne e dei bambini; le distanze tra mamma e neonato, madre e figlio, papà e mamma, marito e moglie, donna e famiglia, che sovente si riscontrano nelle cure ospedaliere, sono state sensibilmente ridotte”.

Inoltre, Mendrisio ha una maternità riconosciuta dall’ Unicef come maternità amica del bambino, dove il rispetto della fisiologia , del primo contatto mamma bambino , e il supporto e sostegno all’ allattamento, e nel post parto sono i punti fondamentali e importanti . L’ inizio della vita, momento unico , prezioso per mamma e bambino e famiglia , non deve essere ” penalizzato” per tutte le famiglie del Mendrisiotto, regione oltretutto duramente colpita dal traffico.

Chiediamo dunque: corrisponde al vero che in merito allo smantellamento paventato si tratti “solo di speculazioni” come fanno sapere dall’EOC?

Claudia Crivelli Barella,

Anna Biscossa, Ivo Durisch, Natalia Ferrara, Sebastiano Gaffuri, Edo Pellegrini, Matteo Quadranti, Massimiliano Robbiani, Andrea Stephani, Stefano Tonini, Maurizio Agustoni, Luca Pagani, Giorgio Fonio

Interrogazione – Covid-19: ripartenza su due ruote?

20 Maggio 2020

Onorevole Sindaco, egregi Municipali,

con la presente, avvalendoci delle facoltà concesse dalla LOC (art. 65) e dal Regolamento comunale della Città di Mendrisio (art. 34), desideriamo interrogare il Municipio sull’auspicato potenziamento della mobilità dolce (soprattutto per quanto riguarda le piste ciclabili) a seguito del  periodo di emergenza acuta legata alla diffusione del Covid-19.

Innanzitutto va ricordato che lo scorso mercoledì 13 maggio 2020 il Consiglio federale ha posto in consultazione il progetto di legge legato alla modifica costituzionale votata a larga maggioranza dal popolo svizzero nel 2018 (73% di voti favorevoli, 75% in Canton Ticino)[1], che impone ai Cantoni di sviluppare la propria rete di piste ciclabili.

A Mendrisio, durante questa legislatura, e più precisamente in data 2 ottobre 2017, il Consiglio comunale ha approvato la Mozione interpartitica “Una città su due ruote: Mendrisio si doti di un Piano comunale della mobilità ciclistica (PCMC)”, volta ad implementare e coordinare gli interventi relativi alla realizzazione e al miglioramento delle piste ciclabili sul territorio comunale.

Più recentemente – come illustrato nel servizio di Patti chiari dell’08.05.2020[2] – il lockdown decretato durante la fase acuta dell’emergenza legata alla diffusione del Covid-19, non ha solo contribuito in modo importante al miglioramento della qualità dell’aria e ad una drastica diminuzione dell’inquinamento atmosferico, ma ha altresì offerto ad alcune città svizzere la possibilità di sperimentare nuove forme di mobilità e di convivenza tra automobili e biciclette, in particolare con la creazione di corsie ciclabili pop up “sottratte” al traffico motorizzato e destinate alla mobilità dolce.

Anche a Lugano, ad esempio, il Sindaco Marco Borradori[3] ha confermato ai microfoni della RSI l’intenzione di cogliere l’opportunità offerta dalle limitazioni imposte in questo periodo per ripensare e finalmente investire sulla mobilità lenta e sulla promozione delle biciclette.

Per questi motivi, desideriamo porre al Municipio della Città di Mendrisio, le seguenti domande:

  1. Cosa intende fare il Municipio di Mendrisio, in collaborazione con la Commissione regionale dei trasporti del Mendrisiotto e Basso Ceresio (CRTM), per sviluppare la propria rete di piste ciclabili, a seguito delle doverose riflessioni (anche nell’ambito legato alla mobilità) di questo periodo di crisi?
  1. Il Municipio di Mendrisio ha valutato, ad esempio, l’ipotesi di introdurre delle corsie pop up per le biciclette (anche solo a titolo di sperimentazione)? Se sì, quali zone sono state individuate?
  1. A distanza di quasi tre anni dalla sua approvazione in Consiglio comunale, in che modo il Municipio di Mendrisio ha concretizzato la Mozione Una città su due ruote: Mendrisio si doti di un Piano comunale della mobilità ciclistica (PCMC)”?
  1. Come si intende favorire l’intermodalità (ovvero l’uso combinato di mezzi pubblici/privati) nel comparto chiave della stazione, dove sono in corso i lavori per il campus universitario e per la riorganizzazione delle strutture dei trasporti pubblici?
  1. A che punto è il progetto regionale di creazione di una rete di bike sharing tramite postazioni di noleggio di e-bike?
  1. Il Municipio di Mendrisio, per contribuire a rispondere ai principi dello Sviluppo sostenibile inserito nel documento “Mendrisio 2030”, intende dotare la Polizia comunale di biciclette e scooter elettrici per svolgere i compiti di prossimità alla cittadinanza?

In attesa di una vostra risposta, porgiamo cordiali saluti.

Per i Verdi e per Insieme a Sinistra: Andrea Stephani, Andrea Ghisletta, Claudia Crivelli Barella, Françoise Gehring Amato, Giacomo Stanga, Grazia Bianchi, Daniela Carrara.

[1] Cfr. https://www.swissinfo.ch/ita/votazione-federale-del-23-settembre-2018_l-elettorato-svizzero-spinge-sui-pedali/44416840.

[2] Cfr. https://www.rsi.ch/la1/programmi/informazione/patti-chiari/Inchieste/inchieste-andate-in-onda/Ripensiamoci-13007930.html.

[3] Cfr. https://www.lugano.ch/news/2-20200515-coronavirus-pisteciclabili.html.

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