Fare quello che va fatto

26 Marzo 2020

Ognuno di noi sta perdendo qualcosa, e se non si tratta di salute o di vite umane, possiamo dirci fortunate (i maschili e femminili sono volutamente distribuiti in parti uguali). Ci sono state tolte le elezioni comunali, e non è certo la cosa più importante, ma per chi vi aveva investito tempo ed energie, comunque un dispiacere. Per chi crede che la democrazia sia un valore anche in tempi di crisi, una disdetta. Una decisione presa da un Governo di uomini. Un Governo molto sotto pressione e che sta facendo bene, ma comunque indiscutibilmente un Governo di soli uomini: mi piace pensare che se ci fosse stata qualche donna a decidere, avrebbe preso una strada più pragmatica e risparmia-energie (ovvero, meno energivora e dispendiosa per la collettività e per i singoli), perché a noi donne scarseggiano diverse cose (potrei aprire una lunga lista di cose che ci mancano, da uomini che ci riempiano di attenzioni a sano egoismo, passando dalla capacità di non distrarsi e di buttare alle ortiche il multitasking che ci consuma anzitempo) ma siamo ricche in senso pratico, ad esempio avremmo scelto di tenere le buste di voto già imbucate, invitare al voto unicamente per corrispondenza e poi conservare le urne fino ad emergenza passata, diciamo fino a settembre, per poi passare allo spoglio e all’entrata in carica dei nuovi e delle nuove municipali e consiglieri comunali. Ma è andata così, tutto nella vita politica così come nella vita societaria è stato congelato, e ne usciremo tutti diversi…con situazioni di vita mutate, con consapevolezze nuove, con parti in meno e parti in più. Spero migliori, anche se non mi faccio soverchie illusioni. In un primo momento, ho pensato che terminare bruscamente la campagna elettorale mi offrisse come dono inaspettato possibilità da cogliere al volo: mandare a quel paese persone insopportabili che si sentono legittimate a chiedere cose e tempo in virtù del fatto che una candidata è ovviamente disponibile al dialogo. Ho pensato: che liberazione poter gettare alle ortiche la “political correctness” e mandare molti a quel paese! Ho pensato di diventare una persona pessima, e di dire tutto ciò che penso. Poi, mi sono accorta che ero da mò una persona piuttosto pessima (sono ironica!), e che non ho mai avuto troppi scrupoli nel dire ciò che penso. Ho taciuto parecchio per non appesantire le vite altrui (virtù che molti dovrebbero, a mio parere, apprendere…). Vero. Ho ammorbidito le pillole, addolcendo un po’ ciò che avevo da dire. Vero. Ma, in fondo, non ho mai omesso di dire delle verità, e a volte l’ho pagata piuttosto cara, ma non me ne pento. Quindi, non posso trasformarmi in una persona pessima, perché già lo sono. Non si cambia mai: si evolve, si trovano strade per essere sé stessi in modi sconosciuti. Di solito, lo diventiamo in maniere del tutto differenti da quelle che avevamo previsto…mentre quando accade esattamente ciò che avevamo desiderato finisce che ce ne rammarichiamo, come ben sapevano gli antichi greci: quando gli dei vogliono punire gli esseri umani, realizzano i loro sogni. Quindi, in questo periodo potremmo pensare che siamo alquanto cari e care alle divinità, siccome non ci risparmiano pene e patimenti. Ciò che voglio dire oggi è che la politica ci è stata negata, e ci accorgiamo ora come mai che tutto è politica. Ho deciso di non firmare nessun atto parlamentare né lettera pubblica in questo periodo, per non sovraccaricare un sistema che soffre sotto il peso di questo virus che ci ha messi a terra (letteralmente, e non solo in senso negativo…il contatto con la terra è essenziale sotto svariati punti di vista). Ma ho deciso di riattivare questo blog per delle riflessioni politiche. Con la premessa che tutto è politica, quindi facilmente parlerò di alberi e di amore, di famiglie e di solitudini. Stay tuned, stay a little foolish. Consiglio numero uno: trovate il tempo ogni giorno per fare qualcosa che vi va. Anche più di un’ora, anche una settimana o una vita intera.


4 Commenti a “Fare quello che va fatto”

  1. Ruth , 26 Marzo 2020, 15:53

    …fa bene leggere pensieri di questo tipo

  2. Maria , 26 Marzo 2020, 16:38

    D’accordo con te sulle elezioni …. un abbraccio

  3. Simonetta , 26 Marzo 2020, 20:44

    Ci voleva uno studio particolare per considerare solo il voto per corrispondenza vista l’emergenza e non buttare tutto alle ortiche?

  4. Pierre , 28 Marzo 2020, 10:17

    Carissima Cla. Le tue parole in questi pesanti giorni, sono (spero non solo x me) vitamine per l’anima. Con il tuo scritto centri vari temi. Fra questi i valori di tempo, energie, soldi e anche il mancato lavoro in quanto candidati. C‘é stato a mio modesto parere e ancor prima della decisione antidemocratica dell‘annullamento delle elezioni già in corso (ricordo che siamo in uno stato di diritto e x arrivare a ciò ci sono voluti secoli di fatiche), la non considerazione e il non rispetto di quanto fatto (con molto sacrificio) da parte delle migliaia di candidat@ e dei loro famigliari. La veloce scelta dei Verdi cantonali (ai quali comunque non appartengo più da quasi un anno) é stata controproducente. Avrebbero avuto diverse opportunità x ribadire l‘importanza del ricorso coniugandole con le problematiche finanziario-economiche che ci hanno portato anche a questo disastro (non solo ambientale). Qualcuno di loro, decidendo di metterci in croce, si è ricordato che la maggioranza borghese ha tentato qualche anno fa di estromettere le associazioni ambientaliste dalla possibilità di ricorrere al TF? Come sarebbe stato se in una votazione così difficile si fosse perso? Oggi é la stessa cosa ma ad altri livelli. Potevano almeno convocarvi, fare tutte le domande del caso e uscire con il comunicato qualche giorno dopo. Personalmente, Grazie a quell’infelice scelta, mi sono sentito defraudato di 30 anni di militanza, di 12 di politica attiva (sempre contro gli abusi dei PR ecc.) E sempre in prima fila per spiegare e difendere la bontà di due iniziative tostissime e desiderose di un totale cambio di sistema (che se fossero state approvate) ora avremmo probabilmente qualche grosso salvagente in più x affrontare questa grossa e emergenza. Parlo dell’iniziativa di Moneta Intera e Reddito di base incondizionato. Pure defraudato di quella correttezza e onestà politica dimostrata anche professionalmente in tutti questi anni. Competenze, conoscenze e impegno personali a favore della collettività buttati nel cesso. Ne prendo atto. Ma non potrò che continuare (non solo politicamente) a difendere e lottare per il mantenimento di quell’ordinamento giuridico così difficilmente acquisito. E se perderemo il ricorso? Nessun problema, avremo allora guadagnato chiarezza in giurisprudenza. Perché cose come quelle successe potrebbero essere in futuro all’ordine del giorno. Ora sarà difficilissimo ricucire lo strappo ma soprattutto trovare già solo fra un anno (specialmente x piccoli movimenti apartitici o no) la voglia, soldi e persone disposte a rimettersi in gioco. Molte di loro, temo, si allontaneranno ancor più dalla politica. Un abbraccio d‘amicizia e per il coraggio d‘esserti esposta. Pierre

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