Interrogazione: Domanda di costruzione dell’Accademia di architettura

27 Marzo 2014

beata vergineInterrogazione: Domanda di costruzione dell’Accademia di architettura concernente il bene culturale protetto di interesse cantonale ex-Ospedale della Beata Vergine, al mapp. 1158 RFD Mendrisio: procedura (il)legale?

Lodevole Consiglio di Stato,

a fine giugno 2013 l’Accademia di architettura di Mendrisio ha inoltrato una domanda di costruzione al Municipio di Mendrisio concernente l’ex-Ospedale della Beata Vergine con l’obiettivo di trasformare questo edificio in sede della Biblioteca e dell’Istituto di storia e teoria dell’arte e dell’architettura.

Tale progetto prevede diversi interventi, tra i quali i più invasivi sono: la copertura della corte aperta interna e la sostituzione dei serramenti in ferro che chiudono le arcate della corte medesima.

Ora, la corte aperta interna costituisce un elemento essenziale della sostanza dell’edificio in questione, che ne ha determinato la protezione. Infatti, l’ex-Ospedale della Beata Vergine è un bene culturale protetto di interesse cantonale. È segnalato anche dall’ISOS come edificio che rientra nella categoria A quale obbiettivo di salvaguardia.

Giusta l’art. 19 del Regolamento sulla protezione dei beni culturali «in previsione di un intervento, il proprietario di un bene protetto di interesse cantonale è tenuto a chiedere per iscritto all’Ufficio dei beni culturali la consultazione preliminare da parte della Commissione dei beni culturali prima di procedere all’elaborazione di studi e progetti».

1. Nel caso in questione la procedura di cui all’art. 19 cpv 2 è stata seguita?

2. Nel caso sia stata seguita, come mai l’Accademia ha presentato un progetto che se realizzato distruggerebbe l’elemento essenziale della sostanza culturale e artistica dell’ex-Ospedale della Beata Vergine? Si deve forse ritenere che nel corso della consultazione imposta dal regolamento sulla Legge sui beni culturali la Commissione dei beni culturali avrebbe preventivamente avallato un simile progetto invasivo? Oppure l’Accademia si è permessa di presentare un progetto che non ha avuto l’avallo da parte della Commissione dei beni culturali?

3.Se il progetto dell’Accademia non fosse rispettoso delle indicazioni preliminari della Commissione dei beni culturali, scaturite durante la procedura di consultazione, la procedura edilizia non dovrebbe essere annullata d’ufficio essendo in contrasto con la Legge sui beni culturali e il relativo regolamento?

4. In considerazione della protezione cantonale dell’edificio in questione e quindi dell’interesse pubblico che riveste la questione si chiede al Consiglio di Stato di produrre tutta la documentazione del caso, segnatamente la corrispondenza tra l’Accademia e gli organi statali preposti alla salvaguardia dei beni culturali: l’Ufficio dei beni culturali e la Commissione dei beni culturali.

Con stima,

Claudia Crivelli Barella

Elena Bacchetta, Greta Gysin, Sergio Savoia, Francesco Maggi

Taglio dei pioppi a Mendrisio: puntuale la stizza del Municipio

14 Marzo 2014

imagesIl Municipio di Mendrisio risponde con stizza alla mia interrogazione che chiedeva lumi sul taglio di 12 pioppi: sarebbe bastata una telefonata, dicono nella piccata risposta… Sfugge al lodevole Municipio che l’Interrogazione è un atto democratico, con un valore pubblico diverso da una telefonata, e dimentica che i Verdi sono persone responsabili e consapevoli dei loro atti, non ragazzini da trattare con sufficienza: non scrivo da tempo interpellanze, visto che le risposte a tarda ora in Consiglio comunale disturbavano i municipali (il Sindaco in genere se n’era andato a dormire); e come gruppo selezioniamo i temi importanti sui quali sottoporre le interrogazioni: se il Municipio aprisse gli occhi, capirebbe che questi strumenti sono utili anche a chi detiene il potere, per saggiare altre parti di sensibilità cittadina.

Certo, dispiace sentire delle critiche, ma bisognerebbe avere la ragionevolezza di distinguere quelle costruttive e sentite da quelle puramente distruttive. Anche a noi spiace quando le persone ci fermano per strada e ci telefonano preoccupate, e anche disperate, per l’abbattimento di tanti alberi sul suolo pubblico: alberi ai quali si erano affezionati, e che mancano al nostro vivere. E’ più che legittimo nutrire qualche dubbio su quanto questo Municipio tenga al verde, ascoltandone le prese di posizione su Villa Argentina e su Valera, e guardandosi intorno tra palazzi e capannoni industriali. Mendrisio è molto cambiata negli ultimi anni e la preoccupazione e lo scontento di parte della popolazione esiste, e va trattato con rispetto. Per rispondere all’interrogazione viene detto che sono servite cinque ore: un tempo che denota come la questione non fosse ben conosciuta neppure dalla municipalità, altrimenti con foto (di un’unica pianta!) sarebbero bastati cinque minuti per stendere questa sterile ramanzina. Cittadini, indignarsi è a volte un dovere civile!

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