Claudia sulla Weltwoche riguardo la votazione del 9 febbraio

30 Gennaio 2014

Claudia Crivelli Barella, WeltwocheNel numero 5.14 della Weltwoche, in edicola da giovedì 30 gennaio 2014, vi è una mia intervista a firma Lucien Scherrer  (foto di Holger Salach) sulla votazione “Basta all’immigrazione di massa”.  Un’ottima occasione per leggere come il nord delle Alpi vede la situazione ticinese e per… rispolverare il vostro tedesco!

 

Ecco qua l’articolo: Intervista a Claudia Crivelli Barella, Weltwoche n°5.14

Transito di merci pericolose sotto al Gottardo, quali rischi con un raddoppio?

30 Gennaio 2014

Claudia Crivelli Barella merci pericoloseLe seguenti questioni sono talmente importanti per la sicurezza e la salute di tutti noi che le metto anche come post (e non solo nella pagina della politica cantonale, dove comunque lo trovate archiviato). Cari saluti, Cla

 

INTERROGAZIONE AL CONSIGLIO DI STATO TICINESE (28 GENNAIO 2014). Rischi per la sicurezza dei cittadini del Canton Ticino legati al transito di merci pericolose nella galleria autostradale del San Gottardo e sulle autostrade ticinesi. Allentamento delle restrizioni nel caso di un secondo tubo?

È di giovedì 23 gennaio 2014 la notizia di un camion che ha attraversato tutta la Svizzera con 1800 kg di sostanze pericolose (materiale altamente infiammabile e potenzialmente esplosivo), passando nella galleria autostradale del Gottardo e attraverso tutto il Ticino.

Sulla base dell’ordinanza concernente il trasporto di merci pericolose su strada, dal 2015 le gallerie dovrebbero essere riclassificate per quanto riguarda il transito di merci pericolose. Tenendo presente che, oltre alle categorie restrittive B, C, D ed E esiste la categoria A, che non comporta restrizioni, c’è da chiedersi quali ripercussioni avrebbe sulla galleria autostradale del Gottardo la riclassificazione prevista dopo l’eventuale costruzione di un secondo tubo.

Già nel 2010, in risposta a una mozione presentata da Ignazio Cassis (09.4072), relativa ai trasporti di merci pericolose nelle gallerie, il Consiglio federale non ha escluso la possibilità di una declassificazione delle gallerie sulla base di un nuovo metodo di analisi dei rischi. Secondo l’ordinanza concernente il trasporto di merci pericolose su strada (SDR), attualmente una dozzina di gallerie sono assegnate in blocco alla categoria E o Ea. Anche la galleria autostradale del Gottardo fa parte della categoria più restrittiva E, che ammette esclusivamente il trasporto di cinque tipi precisi di merci pericolose.

Recentemente (14.8.2013) il Consiglio federale, nella sua risposta a un’interpellanza di Aline Trede (13.3315), ha sostenuto che anche nel caso in cui la galleria autostradale del San Gottardo dovesse essere aperta al traffico con sensi di marcia separati, un incidente in cui siano coinvolti mezzi che trasportano merci pericolose rappresenterebbe uno dei peggiori pericoli possibili. L’Esecutivo federale intende tuttavia verificare e decidere soltanto in seguito se la galleria dotata di un secondo tubo debba essere riclassificata, trasferendola dall’attuale categoria più restrittiva E a una meno restrittiva. Dunque, in base a questa affermazione, dopo la realizzazione di un secondo tubo, anche nella galleria autostradale del Gottardo potrebbero essere trasportate merci pericolose. Parallelamente, in un comunicato stampa del 7 ottobre 2013, l’USTRA afferma che, anche in presenza di due gallerie, il trasporto di merci pericolose continuerebbe a comportare rischi insostenibili e che le attuali restrizioni sarebbero quindi mantenute. Queste affermazioni divergenti creano incertezza.

La conseguenza per il Canton Ticino di un allentamento del grado di restrizione per quanto riguarda il transito di merci pericolose nella galleria autostradale del Gottardo sono potenzialmente molto rischiose: le merci potrebbero tranquillamente transitare attraverso tutto il Cantone mettendo in serio pericolo l’incolumità dei cittadini ticinesi su tutto il percorso autostradale. Le merci che ora vengono trasportate con il treno passerebbero velocemente alla strada, dove il grado di controllo è minore e il potenziale per degli incidenti è molto più alto. La stessa politica cantonale di prevenzione degli incidenti dovuti al trasporto di merci pericolose su strada si basa sul fatto che tali trasporti siano fortemente limitati attraverso le gallerie autostradali del San Gottardo e del San Bernardino. Infatti queste merci attualmente possono passare senza problemi nelle altre gallerie ticinesi della A2 anche se più lunghe di 1500 metri (per es. Piumogna, Ceneri, Grancia-Melide). Al momento la maggior parte delle merci pericolose viaggia sul treno e transita da Luino (quindi esclude il Luganese e il Mendrisiotto): in caso di trasferimento alla strada le merci pericolose transiterebbero verosimilmente nelle zone più popolose del Cantone.

Alla precisa domanda su quali sarebbero le ripercussioni sul traffico di una classificazione della galleria autostradale del San Gottardo meno restrittiva, il Consiglio federale ha risposto che quanto meno restrittiva la classificazione verrà definita, tanto più ci si dovrebbe aspettare un aumento dei trasporti di merci pericolose attraverso la galleria.

Da notare che altre gallerie autostradali lunghe, come per esempio il Seelisberg, sottostanno alla restrizione di transito di merci pericolose (galleria di classe E) solo in determinati giorni e ore. Per il resto, benché lunghe, e proprio in virtù del fatto che sono gallerie a doppio tubo, il trasporto di merci pericolose non comporta alcuna restrizione (galleria di classe A). La probabilità che anche un ipotetico Gottardo a doppio tubo autostradale sia classificato allo stesso modo è alta.

Il Consiglio di Stato, ai sensi dell’Art. 142 L-GC-CdS, è chiamato a rispondere alle seguenti domande:

  1. Ha valutato la possibilità che un raddoppio della galleria autostradale del Gottardo comporterebbe un possibile allentamento delle misure restrittive nell’ambito del trasporto di merci pericolose su strada attraverso il Canton Ticino?
  2. Come concilia il Consiglio di Stato questo aumento dei rischi diretti per l’incolumità dei cittadini ticinesi a causa di un incidente dovuto al trasporto di materiali pericolosi sulla A2 con il sostegno al raddoppio della galleria autostradale del Gottardo?
  3. Cosa intende fare per scongiurare questo pericolo?
  4. Cosa intende fare il Consiglio di Stato per far sì che il Consiglio federale sancisca nella LTS una restrizione vincolante per il trasporto di merci pericolose nella galleria autostradale del Gottardo?
  5. Quali conseguenze avrebbe per il nostro Cantone un eventuale allentamento del regime di trasporto di merci pericolose sul traffico merci transalpino e sulla politica di trasferimento del traffico in generale, e per la galleria autostradale del San Gottardo in particolare? Questa domanda si pone anche perché le FFS non intendono più utilizzare diversi binari di raccordo, rendendo più interessante il trasporto di merci pericolose su strada. Come intende agire il CdS?
  6. Quali misure intende attuare il Consiglio di Stato per garantire un maggiore trasporto merci su rotaia, in particolare nel settore delle merci pericolose?

Claudia Crivelli Barella, Carlo Lepori, Fabio Canevascini, Greta Gysin, Paolo Peduzzi

Un sì all’iniziativa “Basta all’immigrazione di massa”

17 Gennaio 2014

I Verdi voglia di vivere meglioFaccio parte della maggioranza del Comitato cantonale dei Verdi che ha deciso, dopo lunghe discussioni, di sporcarsi le mani con un’iniziativa magari poco elegante, ma che risponde ad un reale disagio della situazione lavorativa in Canton Ticino. Ho deciso di appoggiarla seguendo il motto Think globally, act locally: pensa globalmente, agisci localmente. Occorre essere realisti: perché un Paese possa essere attrattivo, e fungere da esempio positivo in una realtà europea alquanto compromessa, è necessario garantire delle possibilità di lavoro innanzitutto per i residenti: l’alternativa è credere a quello che ci dicono Economiesuisse e i partiti storici, ovvero che perderemo potere economico se l’iniziativa dovesse passare, e che ci ripetono con il loro mantra preferito “non si può fare! non si può fare!”: zero fiducia per queste voci, che ci stanno portando al disastro.

Ai San Francesco che accusano chi sostiene l’iniziativa di xenofobia, rispondo: ma per piacere!… il padre del Santo di Assisi gli ha mollato un sonoro ceffone quando si era messo a regalare tutti i suoi averi ai poveri. Una scelta di assoluta apertura, e di donazione totale è una scelta personale di santità, non certo una possibilità della politica, ovvero di chi si trova ad operare per il bene della collettività nella quale vive e che ha il dovere di proteggere. Persino al Tavolino magico di Fra Martino Dotta ci sono delle regole per accedere, e dei limiti: ogni situazione che oltrepassi una certa misura diviene il caos e l’anarchia. Dunque, ai Catone il Censore che si ergono a giudici della morale, propongo di fare qualcosa nel loro piccolo per contrastare la xenofobia strisciante, ma nel contempo di difendere i nostri privilegi: sì, utilizzo questa parola poco elegante, poco usata dai nostri politici, ovvero il diritto al lavoro per i ticinesi che è uno dei nostri privilegi, che stiamo perdendo e per il quale appoggerò questa iniziativa.

Per questi motivi voterò Sì all’iniziativa popolare “Basta all’immigrazione di massa”.

Valera verde per una Mendrisio più bella

2 Gennaio 2014

1920-Scheuenmeier-LaveggioAlla presentazione del progetto di pianificazione del comparto di Valera (definita “l’ultima zona di espansione della città”, sigh!) si è riprodotta, con altre persone attente nel pubblico non meno folto di quello per il Parco di Villa Argentina, la medesima situazione: i cittadini e le cittadine di Mendrisio chiedono a gran voce, come in un grido disperato, la preservazione delle poche aree verdi ancora realizzabili nella devastazione del piano. Di fatto, il Ticino è il Cantone nel quale si cementifica di più di tutta la Svizzera (un metro quadro ogni secondo!), e il Mendrisiotto rappresenta la regione più martoriata. I cittadini non ne possono più di una logica di crescita continua che, con l’illusione di “posti di qualità” cede metri cubi ogni giorno a favore di capannoni industriali e a palazzi che restano vuoti. Non possiamo quasi più uscire di casa per il traffico e a causa dell’aria è irrespirabile, aumentano ogni anno i bambini asmatici e le persone con problemi respiratori. La politica ha il dovere di intervenire, ma noi ci troviamo con un sindaco azzoppato, che non può prendere posizione su troppi temi (Villa Argentina, Valera,…) per i molti conflitti di interessi. Entro il 21 febbraio la popolazione ha l’opportunità di inoltrare le proprie osservazioni su questo progetto pianificatorio: è importante che le persone si facciano sentire, che non ci disinteressiamo per disperazione, perdendo anche questo comparto di verde che dobbiamo lasciare ai nostri figli, un’eredità di salute, svago e possibilità di vita vissuta, e non un altro pezzo da lasciare alla speculazione edilizia.

Non lasciamoci ingannare dalle promesse di riqualifica del fiume Laveggio come “contentino” per indurci a sacrificare un’intera area verde che deve diventare in futuro una zona verde a disposizione della popolazione, senza concessioni e ambiguità.

Claudia Crivelli Barella, consigliera comunale e gran consigliera per I Verdi

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